M5s, Di Maio asfaltato da Conte: ormai è lui il vero leader del Movimento

28/08/2019 – Di Maio chi? È Conte il vero uomo forte della trattativa con il Partito Democratico, rivela in un informatissimo retroscena Italia Oggi: a lui spetterà l’ultima parola. Giggino costretto a giocare di rimessa. Il Premier risponde solo a Beppe Grillo. Ed è blindato da un “patto di ferro” con il Quirinale per siglare una tregua con l’Europa, mettere in sicurezza i conti dello Stato e “desalvinizzare” il Paese. I Dem contrari al voto su Rousseau. “Il punto è che i 5Stelle vogliono discutere di programmi e contenuti solo dopo la designazione di Conte Presidente incaricato. Noi invece chiediamo di vedere queste cose, almeno a grandi linee, prima. E Di Maio è molto più rigido di Conte” spiegano autorevolissime fonti PD al corrente dei fatti. E poi “tutto si è bloccato sulla posizione di Luigi Di Maio che vuole a tutti i costi gli Interni”. Insomma, c’è ancora molta strada da fare al di là dell’ottimismo di facciata. E c’è “molta distanza anche in tema di giustizia e sulla manovra economica” ovvero su come affrontare la prossima legge di bilancio, tema molto caro al Colle. Per non parlare dei sondaggi: secondo Alessandra Ghisleri che ne ha parlato da Parenzo e Telese “la maggioranza degli italiani vorrebbe andare a votare”.

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La verità, al di là delle schermaglie tattiche spiegano fonti del Movimento, è che il Partito Democratico preferisce trattare direttamente con Conte scavalcando Giggino di Maio, tanto che nel primo pomeriggio di ieri ci sarebbe stata anche una telefonata tra Nicola Zingaretti e lo stesso Conte proprio per concordare una linea comune. Di fatto, spiegano dal Movimento, Giuseppe Conte da quando Beppe Grillo lo ha nominato “elevato” è diventato il vero capo politico del Movimento 5Stelle: “Di Maio è stato commissariato, è Conte il vero artefice delle trattative con il Partito Democratico. Il Premier uscente (e forse entrante) ormai fa riferimento diretto a Beppe Grillo e al Capo dello Stato Sergio Mattarella con il quale ha stretto un vero e proprio patto di ferro”.

Lo si vedrà nel programma di governo se la trattativa andrà in porto: il Premier in pectore, continua Italia Oggi, avrebbe già dato ampie rassicurazioni al Quirinale su parecchi punti a cominciare da una tregua con l’Unione Europea che consentirà di ottenere maggiore flessibilità sui conti pubblici e scongiurare l’aumento dell’Iva. Gradita al Colle sarà anche la modifica delle leggi in materia di sicurezza già oggetto di critica da parte del Quirinale e, ultimo ma non ultimo, sarà importante rasserenare gli animi dopo gli eccessi leghisti; in una parola bisognerà “desalvinizzare” il Paese. Intanto, a quanto si apprende, nell’ormai famosa riunione notturna terminata stamattina alle 2 i Piddini avrebbero chiesto ai 5Stelle di rinunciare al voto sulla piattaforma Rousseau, chiedendo invece che ad esprimersi sull’eventuale futura alleanza di governo siano soltanto le assemblee dei gruppi parlamentari. – [AffariItaliani.it]
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