“LA PROVA È EVIDENTE”, GIUDIZIO IMMEDIATO PER ARATA, L’EX CONSULENTE DI SALVINI: “MAZZETTE PER I PARCHI EOLICI”

10/09/2019 – Processo anche per il “re” dell’eolico Vito Nicastri, che poi ha deciso di confessare tutto, e per due funzionari regionali che avrebbero intascato le tangenti. La prova delle mazzette è “evidente”. Paolo Arata, l’ex consulente per l’energia di Matteo Salvini arrestato a giugno, andrà direttamente a processo, inizierà il 18 dicembre al tribunale di Palermo. La procura ha ottenuto il giudizio immediato per lui e per il figlio Francesco Paolo, accusati di “intestazione fittizia, corruzione e autoriciclaggio”. A giudizio andranno anche il socio in affari di Arata, Vito Nicastri, il “re” dell’eolico ritenuto vicino all’entourage del latitante Matteo Messina Denaro, e il figlio Manlio.

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Un tempo erano complici, adesso sono i grandi accusatori degli Arata. Dopo l’arresto di giugno, gli imprenditori di Alcamo hanno deciso di parlare con i pubblici ministeri, sugellando le intercettazioni della Dia di Trapani con una lunga confessione, già cristallizzata nei giorni scorsi in un incidente probatorio.

Ecco perché il sostituto procuratore Gianluca De Leo e il procuratore aggiunto Paolo Guido parlano di “prova evidente” nella richiesta di giudizio immediato. Subito accolta dal giudice delle indagini preliminari Guglielmo Nicastro.

E assieme ai faccendieri, a giudizio vanno pure i pubblici funzionari dell’assessorato regionale Energia che avrebbero intascato delle mazzette per sbloccare i progetti che stavano a cuore alla premiata ditta Arata-Nicastri: il dirigente Alberto Tinnirello e il funzionario Giacomo Causarano.

Per Arata i guai giudiziari non sono ancora finiti. L’ex consulente di Salvini è indagato per corruzione pure alla procura di Roma, perché avrebbe promesso una mazzetta da 30 mila euro all’allora sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri, per un emendamento che doveva sbloccare tanti finanziamenti. Il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Mario Palazzi proseguono le indagini, a caccia di ulteriori riscontri. – [Repubblica]
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