Governo, la diretta. La fiducia al Senato: cori da Lega e Fdi, bagarre in Aula. Primo vertice Pd-M5s-Leu per la riforma della legge elettorale

10/09/2019 – Cori dai banchi del Carroccio e Fdi, ma pure cartelli e una t-shirt con la scritta “Bibbiano” che ha costretto la presidente del Senato Elisabetta Casellati a sospendere l’Aula per qualche minuto. Dopo la prova della Camera, tra polemiche e tensioni è il giorno della fiducia al Senato per il governo Conte 2. Ieri il presidente del Consiglio, davanti all’assemblea di Montecitorio, ha parlato delle priorità della nuova maggioranza e ha garantito che si apre un progetto nuovo, ma soprattutto fatto per durare. Rimane la tensione con il Carroccio e il centrodestra che, dai banchi delle opposizioni, continua a invocare le urne. Intanto, mentre è in corso il dibattito a Palazzo Madama, è arrivata la notizia che Paolo Gentiloni è stato nominato commissario agli Affari economici Ue. Inoltre, nel pomeriggi ci sarà un primo vertice Pd-M5s-Leu per la riforma della legge elettorale.

I numeri – Se a Montecitorio la maggioranza era blindata (343 alla fine i sì), a Palazzo Madama la questione è più delicata. Sulla carta Giuseppe Conte può contare su 168 voti: oltre ai 106 del M5s (tolto Gianluigi Paragone), ai 50 del Pd (oggi Matteo Richetti ha annunciato che non voterà a favore) e ai 4 di LeU, arriveranno infatti altri 3 voti dalle Autonomie (Albert Lanièce dell’Union Valdôtaine, Gianclaudio Bressa e Pierferdinando Casini) e probabilmente altri 5 dal Misto.

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Tra questi il sì deciso di Riccardo Nencini (Psi) e di due ex M5s (Maurizio Buccarella e Saverio De Bonis), mentre arriverà un sostegno più “vigile” da parte di altri due ex Cinquestelle molto battaglieri sui decreti sicurezza e le politiche migratorie, Paola Nugnes e Gregorio De Falco (che ha parlato di “atto di fede”).

Hanno già dichiarato voto favorevole, con motivazioni diverse, anche tre dei sei senatori a vita, Elena Cattaneo (fiducia “non organica alla maggioranza né incondizionata), Liliana Segre che ha espresso speranza che il nuovo governo operi “per la difesa della democrazia e dei principi di solidarietà nati dalla Resistenza” e Mario Monti (“per coerenza con me stesso”). Fatti i conti il governo giallorosso può puntare a superare quota 170 e magari raggiungere i 171 sì ottenuti 15 mesi fa dai gialloverdi. Ma allo stesso tempo restano i timori di qualche sorpresa e defezione, anche tra i Cinquestelle, visto che è annunciato il no di Gianluigi Paragone al quale si potrebbero aggiungere altri scettici come Mario Giarrusso.

Al termine delle 5 ore di discussione (iniziate alle 10), il presidente del Consiglio Giuseppe Conte replicherà intorno alle 15,30. La chiama dei senatori dovrebbe iniziare alle 17 e intorno alle 18 dovrebbe esserci l’annuncio del risultato da parte della presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati.

10.10 – Inizia il dibattito. Voto di fiducia alle 18
Al via nell’Aula del Senato il dibattito generale sulla fiducia al nuovo governo. Il premier Giuseppe Conte, che ieri ha consegnato il discorso programmatico a Palazzo Madama, interverrà in sede di replica nel primo pomeriggio. Seguiranno le dichiarazioni di voto e il voto di fiducia che dovrebbe concludersi intorno alle 18. – [Continua su FONTE]
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