Blitz del Nas, 18 arresti e farmaci sequestrati per 4 milioni di euro

12/09/2019 – I Nas di Cremona hanno sgominato una organizzazione criminale che aveva messo in piedi un imponente traffico illegale di costosissimi farmaci antitumorali e antivirali, rubati per lo più negli ospedali pubblici del Sud Italia, infine piazzati in Europa, in Medio Oriente e , soprattutto, nel Nord Africa, dove arrivavano infilati nelle valige di egiziani che dall’aeroporto di Malpensa partivano per il Cairo. L’indagine battezzata Darwaa, ‘farmaco’ in arabo, ha portato a 36 sequestri di farmaci per un valore di 4 milioni di euro e all’emissione di 18 misure cautelari. Sei persone sono finite in carcere, sei agli arresti domiciliari, mentre tre hanno l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria. Le accuse vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione e al commercio di medicinali guasti o imperfetti e autoriciclaggio. Uno degli arrestati ha investito i soldi in case.

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I medicinali rubati negli ospedali del Sud venivano ricettati da un gruppo di napoletani, che, a sua volta, li rivendeva ad una banda di egiziani con base soprattutto a Crema. Dove l’organizzazione disponeva di una rete di collaboratori: dai piazzisti agli spedizionieri, al tesoriere. Trai fornitori, c’erano anche ex dipendenti di una logistica farmaceutica di Lodi, al cui interno avevano messo a segno furti di farmaci di altissimo valore. Tanto per dare un’idea, una scatola di antitumorali costa 30mila euro. “L’indagine ha una origine un po’ romanzesca ­ – ha spiegato il sostituto procuratore Ilaria Prette.

Tutto è nato dal sequestro di un pacco che a Crema era stato consegnato da un egiziano ad un corriere espresso privato. Il pacco doveva essere recapitato capitato a Parigi”. Grazie alle intercettazioni, “è emersa l’esistenza di un gruppo molto articolato. Ci siamo molto rapidamente resi conto del valore dell’indagine, perché sono condotte che provocano un danno enorme alle casse dello Stato, quindi alla sanità italiana. Un altro danno è il rischio dei pazienti, perché gli ospedali non avevano più i farmaci. E c’è un terzo danno. Il rischio dei pazienti all’estero. I farmaci viaggiano in valige, dunque non venivano rispettate le temperature e quindi, se va bene erano medicinali inefficaci, se va male pericolosi per la salute pubblica”. – [FONTE]
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