Olio di semi spacciato per extravergine di oliva: arresti in Toscana e Puglia. 14 indagati, alcuni prestanome

18/09/2019 – Olio di semi reso simile all’olio extravergine di oliva grazie all’aggiunta di sostanze come clorofilla e betacarotene per ottenere un alto profitto illecito. Questa la frode scoperta dal Nas di Firenze tra Toscana e Puglia, che ha portato all’arresto ai domiciliari di due persone a Cerignola (Foggia) e a Montespertoli (Firenze). Ad altri due soggetti di Impruneta e Castelfiorentino è stato notificato il divieto di esercitare l’attività imprenditoriale del commercio di prodotti alimentari per 6 mesi.

Nell’inchiesta, coordinata dalla procura di Firenze, ci sono altri 10 indagati (totale 14) tra i quali 7 sono prestanome. L’olio di semi veniva modificato con sostanze non dannose per la salute in Puglia e immesso, in seguito, nei circuiti commerciali toscani del settore alimentare. Così nei bar, nei ristoranti e nei panifici veniva utilizzato olio di semi al posto di quello extravergine di oliva.

Nell’inchiesta è stato documentato il flusso di 50 tonnellate di olio contraffatto, 16 delle quali sono state sequestrate per impedirne la commercializzazione illecita. Sono stati individuati anche i depositi dove l’olio veniva stoccato in attesa di essere venduto. Tra gli interventi il sequestro a Firenze di un autocarro con 5.500 litri di olio modificato mentre andava a rifornire un’attività della ristorazione.

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Le stesse indagini del Nas hanno riscontrato che i prestanome indagati avrebbero contribuito a sviare le indagini: permettevano l’uso del marchio di alcune loro società – risultate poi inesistenti o non più operative – da parte dell’arrestato di Cerignola, che realizzava materialmente la contraffazione e il confezionamento. «Una ciofeca» senza sapore, tanto che si doveva cercare «qualcosa di più profumato» o tutti avrebbero scoperto l’inganno: così definiscono l’olio – adulterato da loro e poi commercializzato – alcuni indagati nell’ambito dell’inchiesta.

Il presidente di Confagricoltura Toscana, Marco Neri, ha commentato con un comunicato il suo apprezzamento per l’operazione dal nome Croce e Delizia: «Gli imprenditori sani investono, rispettano le regole, si accollano i rischi e si prendono cura dei consumatori: tutto questo ha un costo che è giusto e doveroso sopportare, ma l’impegno degli onesti viene messo a dura prova e rischia addirittura di essere vanificato dalla concorrenza sleale di chi opera in maniera truffaldina e criminale – ha detto – Siamo molto soddisfatti dell’attenzione che le forze dell’ordine e della magistratura dedicano al commercio dell’olio proprio alla vigilia del nuovo raccolto per il quale le previsioni sono quest’anno tutt’altro che rosee».

«Le frodi non sono più tollerabili», ha aggiunto il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Mario Loizzo. Mentre il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova si è espressa così: «Abbiamo un sistema di controlli tra i migliori al mondo. L’operazione odierna conferma che la lotta alla contraffazione deve essere in cima alle nostre priorità per difendere i consumatori e le nostre imprese che lavorano duramente e nelle regole».

Con un aumento del 58% delle frodi a tavola che colpiscono i prodotti simbolo della dieta mediterranea come l’olio di oliva, è necessario procedere al più presto alla riforma della legge sui reati in campo agroalimentare, per sostenere i risultati dell’attività delle forze dell’ordine con norme adeguate a colpire chi specula sulla salute dei cittadini. E’ quanto afferma la Coldiretti sottolinenendo come le frodi non solo ingannino i cittadini ma facciano crollare i prezzi dei prodotti di qualità in una situazione già resa difficile dalla concorrenza sleale delle importazioni, situazione aggravata anche dall’emergenza xylella che ha decimato gli ulivi salentini in Puglia, dove si produce la metà dell’extravergine italiano. – [FONTE]
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