Scacco ai narcos di Salerno: 15 arresti, sgominate le piazze

23/09/2019 – È in corso dalle prime ore del mattino una vasta operazione antidroga della polizia di Stato di Salerno, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale – Direzione Distrettuale Antimafia, con l’esecuzione di quindici misure di custodia cautelare a carico di altrettanti soggetti appartenenti ad una associazione criminale dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti nei rioni della città. Due gruppi distinti che spacciavano sostanze stupefacenti in autonomia ma che al momento del bisogno si rifornivano vicendevolmente. Spacciatori che avevano messo in piedi un vero e proprio call center per esaudire le migliaia di richieste. «Fattorini» che portavano fino a casa la droga. A far luce su queste realtà, la squadra mobile della questura di Salerno che questa mattina ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare personale emessa dal gip del tribunale di Salerno che ha accolto le richieste della Dda locale nei confronti di 15 indagati. Sono indiziati di reato di traffico e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
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Nel corso delle perquisizioni, la polizia giudiziaria ha arrestato in flagranza di reato uno degli indagati avendo trovato nella sua abitazione un bilancino di precisione, della sostanza stupefacente e della sostanza da taglio. Le indagini dirette dalla Direzione distrettuale antimafia locale e svolte dalla Squadra mobile di Salerno, seconda sezione contrasto alla criminalità diffusa, straniera e prostituzione, hanno permesso di ricostruire le fasi, la filiera dello spaccio e i compiti di ogni indagato all’interno dell’organizzazione. Gli arrestati avevano costituito due distinti gruppi criminali con basi operative nel rione Petrosino e Calcedonia e spacciavano cocaina, eroina e metadone sull’intera città e anche in alcuni comuni limitrofi. Entrambi i gruppi avevano organizzato un vero e proprio call center, con utenze telefoniche dedicate che ricevevano le continue richieste di sostanze stupefacenti e gestivano le successive consegne che avvenivano attraverso altri pusher i quali si spostavano come dei veri propri fattorini. Alcune cessioni di sostanze stupefacenti venivano portate direttamente a casa di quei tossicodipendenti che si trovavano in regime di arresti domiciliari. Per non essere scoperti, veniva utilizzato un linguaggio in codice: la cocaina era chiamata «bianco» o «veloce», l’eroina veniva chiamata «scuro» o «lento» mentre il metadone veniva chiamato «sciroppo». Alcuni indagati gestivano le attività illecita con l’aiuto di altri familiari, infatti alcuni arrestati sono uniti da vincoli parentali o sono sposati o conviventi. – [IlMattino.it] CONTINUA A LEGGERE >> VIDEO CORRELATI: Dal momento che sei qui…. … abbiamo un piccolo favore da chiedere. Scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un SITO di informazioni come Lonesto.it significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale, basta davvero poco. Quindi Se tu e tutti coloro che stanno leggendo questo avviso donaste 5€, potremmo permetterci di far crescere lonesto.it negli anni a venire senza pubblicità.

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