Potenza. Operazione “Il canto delle sirene”, sodalizio criminale truffava l’Inps falsificando visite e certificati.

24/09/2019 – È scattata ieri mattina a Potenza l’operazione Canto delle sirene, inchiesta della Polizia che ha portato alla scoperta di una maxi-truffa all’Inps da parte di falsi invalidi. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo lucano, hanno portato alla scoperta di un’organizzazione criminale – composta da faccendieri, medici ed avvocati del posto – specializzata in truffe seriali che hanno provocato, negli anni, centinaia di migliaia di euro di danni all’ente statale. Quaranta le persone indagate con l’accusa di associazione a delinquere. Tra le persone sotto indagine, c’era chi reclutava anziani intenzionati ad avviare l’iter burocratico per il riconoscimento della pensione senza i necessari requisiti, altri creavano la falsa documentazione sanitaria utile alla truffa e altri ancora seguivano i contenziosi con l’Inps fornendo la necessaria assistenza legale in caso di rifiuto della domanda.

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Il numero degli indagati è tuttavia di circa 40 soggetti che, a a vario titolo, hanno beneficiato dell’attività delittuosa o cooperato alla stessa Ogni appartenente all’associazione si è occupato di un preciso segmento della condotta criminale volta come detto all’indebita erogazione da parte dell’INPS della pensione o dell’indennità di accompagnamento.
Alcuni suoi membri, infatti, si occupavano di reclutare persone anziane intenzionate ad avviare l’iter per il riconoscimento della pensione dell’invalidità, dell’assegno ordinario di invalidità e dell’indennità di accompagnamento nonostante mancassero i necessari presupposti, altri provvedevano a creare la falsa documentazione (anche sanitaria) necessaria ad ottenere i benefici, ed altri ancora a seguire i contenziosi con l’INPS che ne scaturivano e in particolare anche l’assistenza legale in caso di provvedimento di diniego da parte delle commissioni di riconoscimento dell’Inps. Questo vero e proprio circuito criminale operante in tutto il territorio del capoluogo lucano comprendeva come accennato medici, avvocati, mediatori e veri e propri “procacciatori d’affari” che operavano che avvicinavano soprattutto persone anziana allettandole con l’idea di facili guadagni.

L’indagine è stata complessa poiché si è avvalsa di attività tecniche quali, intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di o.c.p. unitamente ad un’articolata analisi documentale. In particolare, di fondamentale rilevanza investigativa sono stati i servizi di osservazione svolti dagli investigatori della Squadra Mobile che hanno accertato in maniera inconfutabile l’assenza delle patologie che erano alla base dell’erogazione della pensione o dell’indennità di accompagnamento.

I casi più eclatanti, tra quelli documentati dagli inquirenti, comprendono quello di un falso cieco ripreso dai poliziotti mentre gioca a carte, oppure quello di una persona affetta ufficialmente da una grave patologia depressiva che è stata vista partecipare quasi quotidianamente a rassegne canore nel ruolo di cantante folk, o ancora quello di una persona che per ottenere un’indennità di accompagnamento si presenta dal medico su di una sedia a rotelle, ma, non appena giunge presso la propria abitazione, miracolosamente si alzava e cominciava a coltivare il proprio campo utilizzando una zappa.

I particolari sono stati comunicati nel corso di una conferenza stampa dal Procuratore della Repubblica al Tribunale di Potenza. – [FONTE]
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