Perù, corruzione: il presidente Vizcarra scioglie il Parlamento

01/10/2019 – Un’aspra battaglia politica è in corso in Perù dove il presidente della Repubblica Martín Vizcarra e il Parlamento hanno ingaggiato nelle ultime ore un braccio di ferro che rischia di gettare il Paese nel caos. Tutto è cominciato quando il capo dello Stato si è reso conto che l’organo legislativo aveva deciso di non considerare una sua mozione di fiducia riguardante una richiesta di modifica del sistema di elezione dei giudici del Tribunale. Basandosi su una prerogativa che gli concede la Costituzione, Vizcarra ha quindi sciolto il Parlamento e indetto nuove elezioni legislative per affidare agli elettori un giudizio sulle responsabilità del conflitto istituzionale che ha paralizzato il Perù. E successivamente ha anche deciso di sostituire il presidente del consiglio dei ministri nominando nell’incarico l’attuale ministro della Giustizia, Vicente Zeballos, al posto di Salvador del Solar Labarthe.

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Ma il Parlamento, controllato dall’opposizione al governo, non ha accettato l’operato di Vizcarra e in una sessione speciale ha votato all’unanimità la sospensione del capo dello Stato dalle sue funzioni per un anno per «incapacità temporanea», chiedendo alla vicepresidente, Mercedes Araoz Fernandez di assumere i poteri. Dopo aver giurato, la neo-eletta presidente ha annunciato in un discorso davanti ai parlamentari di Fuerza popular (seguaci dell’ex presidente Alberto Fujimori) e dell’Apra, che «si avvierà una tappa di convivenza democratica e di ricerca di un accordo di governabilità». Ad aggiungere elementi alle forti tensioni, ha segnalato l’agenzia di stampa Andina, è arrivata una dichiarazione dell’Assemblea nazionale dei governatori regionali peruviani che hanno criticato la sospensione di Vizcarra, considerata incostituzionale, ed hanno appoggiato lo scioglimento del Parlamento. L’ultima volta che l’organo legislativo è stato sciolto in Perù fu nell’aprile 1992, in occasione dell’autogolpe dell’allora presidente Alberto Fujimori che giustificò la misura per necessità dettate dalla crisi economica e dalla lotta al terrorismo.

Qualche ora prima dell’annuncio del presidente Vizcarra dato in diretta tv, il Parlamento aveva deciso di procedere con un controverso voto per rinnovare quasi tutti i giudici del Tribunale costituzionale, una mossa che minaccia il piano anti-corruzione del presidente. Il Tribunale costituzionale dovrà pronunciarsi nei prossimi mesi su alcuni importanti casi di corruzione incluso quello di Keiko Fujimori, figlia dell’ex presidente Alberto. La due volte candidata alla presidenza peruviana, che ha 44 anni, è stata condannata lo scorso novembre a 36 mesi di carcere preventivo mentre la giustizia indaga su una presunta tangente di oltre un milione di dollari che avrebbe intascato dalla multinazionale brasiliana Odebrecht. Vizcarra aveva chiesto ai parlamentari di valutare una serie di nuove norme per la scelta dei giudici del Tribunale. – [Corriere.it]
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