Mafia, il direttore della Dia: “A Milano la ‘ndrangheta ricicla milioni coi ristoranti. Anche la Toscana è a rischio infiltrazione”

13/10/2019 – A Milano continuano ad aprire nuovi ristoranti, nonostante rimangano vuoti. Il motivo? Servono a riciclare i soldi della ‘ndrangheta. Lo ha spiegato Giuseppe Governale, direttore della Direzione Investigativa Antimafia, intervenendo alla cerimonia per la firma di un protocollo contro le infiltrazioni mafiose a Firenze. “Questa benedetta linea della palma, che Sciascia nel ’61 descrive dicendo che è oltre Roma, io l’ho vista ratificata qualche mese fa a Milano“, ha detto Governale, citando la famosa la metafora del grande scrittore siciliano sulla penetrazione della mafia al Nord.

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Con una battuta Governale ha spiegato che la linea della palma è salita a Milano non tanto “perché in piazza Duomo hanno messo le palme”, ma perché “il procuratore della Repubblica di Milano mi dice che nel 2018 rispetto al 2017 i ristoranti sono aperti con il +38%. Sono pieni? Sono vuoti, ma se la ‘ndrangheta oggi ha 100 milioni di euro da mettere sul piatto, mette in preventivo anche di perderne 50, perché trasforma 100 milioni di euro in nero in 50 milioni di euro che può riuscire a giustificare“.

E sempre a proposito di infilitrazione delle associazioni criminali al Nord, Governale ha definito ‘un rischio che si misura in termini di probabilità”, l’arrivo delle mafie in Toscana. “Brescello – ha ricordato – è distante da Firenze 194 chilometri, Palermo è distante da Catania 210 chilometri: e a Brescello sappiamo cos’è successo, un’infiltrazione rilevante della ‘ndrangheta che è riuscita perfino a disarticolare gli equilibri di compagini di amministrazione locale, approfittando della disattenzione”.

Parlando più in generale della presenza delle mafie, Governale ha invece citato le motivazioni della condanna a 14 anni di Antonello Montante, ex paladino dell’antimafia negli anni al vertice di Confindustria Sicilia. “Stamattina gli organi di stampa parlavano, a proposito di una sentenza che è appena uscita, della mafia trasparente: la mafia oggi è trasparente, com’era prima, negli anni ’60-70 in cui si diceva che la mafia non esisteva, lo si diceva a Palermo, perché era trasparente”. Ma non era trasparente. “Poi abbiamo visto – ha detto ancora Governale – che la mafia è presente: certamente non si presenterà mai con la lupara e la coppola, oggi si presenta con professionisti che hanno abiti firmati da 2000 euro, con belle scarpe, suadenti, con un bel pò di soldi, e le aziende che sono in difficoltà subiscono questo fascino, a volte ingenuamente, a volte perché il denaro non profuma”. – [FONTE]
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