Catania. Corruzione all’Anas: 8 arresti, coinvolti funzionari e imprenditori

18/10/2019 – Corruzione all’Anas di Catania: 8 arresti, coinvolti funzionari e imprenditori. Mazzette per lavori mai eseguiti. Si tratta della seconda tranche dell’inchiesta “Buche d’oro” della guardia di finanza, ma sono coinvolti imprenditori di altre province, inclusa Palermo.

Su delega di questa Procura della Repubblica, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania nei confronti di 8 persone (1 in carcere e 7 agli arresti domiciliari) indagate, in concorso, per corruzione perpetrata nell’esecuzione di lavori di rifacimento delle strade affidati all’Anas SPA (Area Compartimentale di Catania). Con il medesimo provvedimento, il G.I.P. ha disposto nei confronti di un dirigente Anas la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio per un anno.

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Il provvedimento eseguito in data odierna è il primo diretto sviluppo di un’ampia investigazione (“Operazione Buche d’Oro”) condotta dal Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Catania, delegata e coordinata da questa Procura, finalizzata a far luce sull’esistenza di rodati circuiti corruttivi all’interno dell’Anas di Catania che vedono coinvolti dirigenti e funzionari infedeli responsabili della manutenzione programmata di strade e raccordi della Sicilia Orientale e imprenditori corruttori compiacenti. Il provvedimento del G.I.P. etneo fa seguito alla misura cautelare emessa il 20 settembre di convalida degli arresti in flagranza di reato, per corruzione, operati dalla Guardia di Finanza di Catania nei confronti di tre dipendenti dell’Anas con la quale venne disposta la custodia in carcere per i Geometri Contino Riccardo Carmelo (cl.1968) e Panzica Giuseppe (cl.1971) e gli arresti domiciliari per l’Ing. Romano Giuseppe (cl.1971).

Tra i soggetti destinatari dell’ordinanza cautelare eseguita in data odierna figurano i citati Contino, Panzica e Romano per effetto della contestazione di nuovi fatti corruttivi caratterizzati ancora dal raggiungimento di accordi di spartizione con imprese compiacenti del profitto illecito derivante dalla difforme esecuzione dei lavori di rifacimento di strade statali della Sicilia orientale.

Il mercimonio e la dazione delle ulteriori tangenti trovavano linfa in illegittimi risparmi di costi consentiti alle imprese che, in accordo con capi centro, capi nucleo e R.U.P. dell’Area Tecnica Compartimentale di Catania (Anas), scovavano, tra le pieghe dei capitolati tecnici dei lavori loro affidati, ampi margini di “manovra” individuando le lavorazioni da non effettuare o da realizzare solo in parte; i pubblici ufficiali coinvolti così piegavano i loro poteri discrezionali di vigilanza e controllo orientandoli al perseguimento di scopi criminali, in totale dispregio dei rilevanti interessi pubblici in gioco. Il profitto conseguito era pari a circa il 20% dei lavori appaltati e veniva assegnato per un terzo ai dipendenti ANAS corrotti e, per la parte restante, restava nelle casse dei corruttori. – [Continua su FONTE]
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