‘Sono Robin Hood, con TransferWise tolgo miliardi alle banche per restituirli ai lavoratori’

16/11/2019 – “Mi piace pensare di essere come Robin Hood: tolgo alle banche per restituire alle persone che lavorano. Perché lo faccio? Perché si può fare e perché non giusto lucrare così tanto su operazioni a basso costo come il trasferimento di denaro”. Kristo Kaarmann ha 39 anni e da 8 è amministratore delegato e co-fondatore di TransferWise, la fintech nata nel 2011 con l’obiettivo di scardinare il sistema bancario mettendo a nudo tutte gli escamotage delle commissioni nascoste con cui il comparto si nutre.

Kaarmann è nato a Tallin, in Estonia, ma vive a Londra da 13 anni. L’idea di TrasferWise matura nel 2007 quando, ancora consulente in Deloitte, deve trasferire 10mila sterline sul proprio conto estone: “Non mi ero accorto che la banca avrebbe trattenuto una commissione anche sul tasso di cambio e così pagai quell’operazione 500 sterline, una follia. Da allora ho iniziato a pensare come cambiare il sistema e nel 2011 siamo partiti”. Secondo un report di McKinsey il valore annuo delle commissioni sui trasferimenti di denaro a livello globale è vicino ai 200 miliardi di dollari: l’obiettivo di TransferWise è quello di ridurlo fino a 20 o magari 10 miliardi controllandone – se possibile – la quota maggiore.

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La strada è lunga, ma i numeri sembrano essere dalla parte di Kaarmann. Dopo una fase di start up fatta di esperimenti e di una raccolta di capitali arrivata a 698 milioni di dollari (l’ultimo round da 292 milioni è stato chiuso a maggio, ndr), TransferWise ha iniziato a macinare utili a partire dall’anno fiscale 2016-2017: a marzo, l’ultimo bilancio ha registrato profitti per 10 milioni di sterline. “Potremmo crescere di più – racconta l’imprenditore – ma il nostro impegno è tenere le commissioni il più basso possibile”.

Nel frattempo a bordo della società sono saliti investitori del calibro di Richard Branson e Peter Thiel, co fondatore di PayPal, portando la valutazione dell’azienda a 3,5 miliardi di dollari. D’altra parte mentre le altre fintech stanno ancora cercando la loro strada verso la sostenibilità, il percorso di TrasferWise è chiaro. Anche perché il mercato da aggredire resta enorme.

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“Gestiamo 4 miliardi sterline di trasferimenti al mese: permettendo ai nostri clienti di risparmiare un miliardo l’anno. Sono soldi che non entrano più nelle casse delle banche perché restano in tasca alle persone che li hanno guadagnati” prosegue l’imprenditore che non nasconde un approccio sociale al mondo del lavoro: “I soldi – dice – sono quello che otteniamo in cambio del tempo che dedichiamo al lavoro. Non è giusto che venga sottratto dalla banche senza alcun motivo. Sono orgoglioso di quello che stiamo facendo perché diamo la possibilità alle persone di gestire meglio il loro tempo senza sprecare denaro inutilmente. Le nostre commissioni sono tutte trasparenti e sono almeno 5-10 volte più economiche rispetto a quelle tradizionali”.

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La società ha 6 milioni clienti e conti disponibili in oltre 170 paesi con 49 diverse valute: al conto è legata anche una carta di debito che permette si spendere i propri soldi nella valuta locale senza ulteriori costi: “Quando si trasferiscono i soldi da un conto all’altro si paga una sola volta, poi per utilizzare la carta non ci sono costi aggiuntivi. Le carte di credito tradizionali, invece, applicano commissioni di conversione per ogni spesa”.

Kaarmann sottolinea anche la crescita della clientela business che aumenta al ritmo di 10mila nuovi clienti al mese: “Per le società che hanno fornitori all’estero il risparmio è enorme e per noi è importante perché più cresce il valore delle transazioni più aumenta il nostro giro d’affari”. Nel frattempo, con 1.700 dipendenti in 12 uffici sparsi nel mondo, la società stima di assumere al 750 persone entro la fine del 2020.

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“Il fintech ha dimostrato più volte di poter offrire ai consumatori un’esperienza migliore a un prezzo più basso, ma siamo convinti che la vera magia sia costruire un business solido e di cui ci si possa fidare nel lungo periodo. Il nostro punto di riferimento – conclude Kaarmann – è il denaro che facciamo risparmiare alle persone ogni anno. Oggi siamo arrivati a un miliardo di sterline all’anno, ma è ancora una cifra irrisoria rispetto alle nostre ambizioni”. – [[FONTE]
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