Arresti Ortomercato Milano: ai domiciliari Stefano Zani, direttore generale di Sogemi

19/11/2019 – Tangenti all’Ortomercato di Milano: per l’ipotesi di «corruzione» è stato posto martedì mattina agli arresti domiciliari Stefano Zani, 53 anni, il direttore generale della Sogemi, cioè della società per azioni che, per conto del Comune di Milano che la controlla al 99%, gestisce tutti i mercati agroalimentari all’ingrosso della Città (Ortofrutticolo, Ittico, Floricolo e Carni), i più grandi d’Italia per movimentazioni di merci, 650.000 metri quadrati, 600.000 tonnellate l’anno di prodotti, 11.000 utenti tesserati e un giro d’affari (compreso l’indotto) di 2 miliardi e mezzo di euro l’anno.

Insieme con lui il gip Carlo Ottone De Marchi, su richiesta del pm Cristiana Roveda, ha disposto i domiciliari per l’amministratore della «Ageas Impresa Consortile Lombarda srl» che dalla corruzione avrebbe avuto un occhio di riguardo, Giorgio Gnoli, 62 anni, alla guida di una delle società che forniscono attività di facchinaggio nell’Ortomercato.

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Gnoli, quale amministratore di fatto della cooperativa di cui è dipendente anche il terzo arrestato ai domiciliari, Vincenzo Manco, 54 anni, è indagato anche per una ipotesi di «istigazione alla corruzione» appunto di un ispettore dell’Ortomercato addetto al controllo delle cooperative di facchinaggio, che l’11 gennaio 2018 in ufficio sarebbe stato inutilmente blandito da Gnoli e Manco con queste proposte: «Ma quanto guadagni tu in Sogemi? Dai dimmelo, quando vai in pensione? Vieni a fare consulenze da noi. Al tuo uomo quanto gli dobbiamo dare, 1.500 euro? Dicci tu. Sei l’imperatore del mercato, quello che dici noi facciamo».

Dalla carota, però, si passa al quasi bastone della «minaccia» (altra accusa per la quale i due della coop erano già stati indagati mesi fa) quando l’ispettore rifiuta la tangente e, guarda caso, riceve a casa in una busta un proiettile e un foglietto con scritto «I bastardi si castigano. Tocca te».

Il gip ha invece respinto, per differenti valutazioni giuridiche, nell’inchiesta affidata alla Squadra Mobile della polizia, una quarta richiesta di arresto che il pool reati contro la pubblica amministrazione della Procura, guidato prima dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e da agosto dal collega Maurizio Romanelli, aveva proposto per Adolfo Balestreri, che i pm qualificavano come «intermediario occulto per conti di Ageas nei rapporti con Zani») nell’ipotesi che a fine novembre 2018 avessero tutti insieme «turbato il procedimento amministrativo» alla base del «bando di gara Ageas spa per l’assegnazione dei servizi di facchinaggio per il 2019». – [FONTE]
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