Imu alla Chiesa. M5S alla carica per reintrodurla con un emendamento alla Manovra. La proposta riguarda anche gli arretrati dal 2006 al 2011

20/11/2019 – Reintrodurre l’Imu sugli immobili della Chiesa. Cinque Stelle alla carica con un emendamento alla Manovra presentato al Senato da Elio Lannutti, che ricalca una vecchia battaglia iniziata sette anni fa quando il senatore sedeva in Parlamento con l’Italia dei Valori. Nel 2018, il solo Vaticano ha versato 9 milioni per l’imposta dovuta sui suoi immobili al Comune di Roma. L’emendamento M5S alla manovra chiede ora che la Chiesa paghi l’imposta sulle sue attività commerciali, indicando anche l’esigenza del recupero di arretrati dal 2006 al 2011, anni per i quali il riferimento non è però all’Imu (introdotta nel 2012 e in vigore dal 2013) ma all’Ici. Proprio all’Ici faceva riferimento la sentenza della Corte di Giustizia Ue che invitava lo Stato italiano a riscuotere quanto non versato.

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Inoltre secondo l’emendamento, “Tutte le associazioni o società legate alla religione cattolica e le congregazioni religiose che fanno capo alla religione cattolica il cui fatturato è pari o superiore a 100.000 euro annui sono tenute a farsi convalidare i propri bilanci da un certificatore esterno individuati tra i professionisti del settore, che assuma la responsabilità della veridicità di quel bilancio. Nel caso il bilancio risulti non veritiero, il certificatore esterno punibile con la reclusione da un minimo di 3 anni ad un massimo di 5 anni.

Tutte le associazioni o società legate alla religione cattolica e le congregazioni religiose che fanno capo alla religione cattolica che, in base a quanto risulti dai bilanci certificati, svolgono attività di impresa relativa a servizi di ristorazione, hotelleria, caffetteria o erogando altri tipi di servizi a pagamento sono tenuti a pagare l’Imposta municipale propria (IMU) nei modi e nei termini stabiliti dalla legge per quell’immobile e tutti gli altri a esso collegati. Tutte le associazioni o società legate alla religione cattolica e le congregazioni religiose che fanno capo alla religione cattolica che non hanno pagato l’IMU tra il 2006 e il 2011 sono tenute ad autocertificare i propri bilanci relativi a quegli anni e ad autocertificare l’indirizzo d’uso degli immobili di loro proprietà e di quelli utilizzati per le proprie attività. Sulla base dell’autocertificazione presentata dalle suddette associazioni o società i Comuni riscuotono l’IMU per gli anni che vanno dal 2006 al 2011″. – [ADNOKRONOS]
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