Risparmiateci gli ipocriti piagnistei di T.MERLO

27/11/2019 – Invece di buttar via miliardi in mega opere inutili, bisognerebbe investire i soldi pubblici in tante piccole opere per mettere in sicurezza il territorio. E questo soprattutto in un paese fragile come l’Italia in cui l’elenco delle disgrazie si allunga ad ogni ondata di maltempo. Un ragionamento semplice e di buon senso che farebbe la politica di qualsiasi paese civile a prescindere dagli schieramenti. Un ragionamento ovvio soprattutto per un paese come l’Italia che ha scarse risorse pubbliche da investire e deve quindi stabilire delle priorità. Eppure, incredibilmente, in Italia non funziona affatto così come dimostra la cronaca di questi giorni. Basta qualche giorno di pioggia per far franare ovunque, da nord a sud, eppure linea politica italiana rimane quella d’investire nelle grandi opere.

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Buttar via cioè montagne di soldi pubblici in infrastrutture faraoniche di dubbia utilità o che rimangono poi incompiute, lasciando le briciole a quelle opere che servirebbero davvero ai cittadini e gli garantirebbero perlomeno sicurezza. Eppure niente. Sono cambiati i governi, i boss, le ere, ma nessuno è mai riuscito a cambiare questa linea politica miope e suicida. Nessuno. Gli unici ad averci perlomeno provato sono stati quegli appestati del Movimento 5 Stelle e si sa com’è andata a finire. Al voto decisivo sul TAV è tremato il paese ma il vecchio regime ha votato compatto per quel mega inutile scempio. E l’ex ministro Toninelli che ha osato indicare una nuova via è finito nel mirino della stampa di regime che l’ha infamato e ridicolizzato per mesi e quando è cambiato il governo per lui non si è trovato più posto. Tutto merito della potentissima e trasversale lobby dei mega appalti pubblici. Una lobby radicata nella società e nei palazzi, una lobby pubblica e privata, una lobby che non ha colore e capo ma si adatta a chi comanda. Salvini o Pd non fa differenza, basta garantirsi grandi mangiatoie in modo che vi via spazio per ficcarci il musone di tutti.

E semmai l’opera vedrà la luce tra qualche decennio e semmai si rivelerà l’ennesimo bidone, ci penserà la politica del momento a fare il gioco sporco. Correrà in televisione a scaricare ogni responsabilità sugli altri e a levarsene le mani e magari a lanciare qualche altra mega opera come distrazione di massa in nome dello sviluppo e della modernità. E semmai nel frattempo le case dei poveri cristi verranno sommerse da qualche frana o qualche viadotto gli sarà crollato sotto i piedi, ci penserà sempre la politica a fare il gioco sporco e a correre a piagnucolare in televisione promettendo stati di calamità e chissà quale urgente piano di riassesto da realizzarsi con le briciole che gli rimangono in tasca. La solita sceneggiata, le solite parole vuote, fino alla tragedia successiva. In Italia è incredibilmente sempre funzionato così e guai a chi prova a cambiare rotta. E così oggi non si sa chi ringraziare per la morte di Venezia, i lavori devastanti del TAV procedono a pieno regime, mentre i cittadini vengono sommersi dall’acqua e dal fango. Davvero incredibile. Stanno vincendo ancora la lobby delle grandi opere e il cambiamento sembra rimandato, ma che perlomeno la politica ci risparmi gli ipocriti piagnistei in televisione.
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