Lavoro, i dati Istat: tasso di occupazione record, aumentano gli indeterminati. Gli inattivi scendono al minimo storico

09/01/2020 – Record storico di occupati a novembre: aumentano i posti fissi ma cresce – in controtendenza – anche la disoccupazione giovanile. Lo certifica l’Istat, spiegando che a novembre 2019 il tasso di occupazione ha raggiunto il 59,4% (+0,1 punti percentuali in più rispetto al mese di ottobre), il valore più alto registrato dall’inizio delle serie storiche, nel 1977.

Quindi le persone con un lavoro in Italia toccano quota 23 milioni 486 mila. Nel dettaglio aumentano i ‘posti fissi‘, con 67mila dipendenti permanenti in più, mentre diminuiscono sia i dipendenti a termine (-4 mila) sia gli indipendenti (-22 mila). Scende il tasso di inattività al 34%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente. Istat ha spiegato che il tasso “è sceso ai valori minimi storici”: il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni, ovvero coloro che non hanno un lavoro e nemmeno lo cercano, nel mese diminuisce dello 0,6%, cioè 72mila unità. La diminuzione riguarda entrambe le componenti di genere.

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“L’andamento dell’occupazione è sintesi di un aumento della componente femminile (+0,3%, cioé 35 mila unità) e di una sostanziale stabilità di quella maschile”, spiega l’Istituto. A spingere l’occupazione nel mese di novembre sono state le donne, che aumentano di 35mila unità rispetto a ottobre, e i giovani tra i 25 e i 34 anni. Il tasso di disoccupazione a novembre 2019 è stabile al 9,7% ma si conferma essere il terzo tasso più alto dopo Grecia e la Spagna. In controtendenza il dato sulla disoccupazione giovanile tra i 15 e 24 anni: 0,4 punti in più rispetto al mese di ottobre, arrivando al 28,6%. Il tasso di inattività – che diminuisce per tutte le altre fasce di età – cresce per i più giovani.

“Dopo l’incremento occupazionale del primo semestre dell’anno e l’andamento altalenante del terzo trimestre, nel mese di novembre si conferma la tendenza alla crescita già registrata a ottobre che porta l’occupazione ai massimi storici (cioè dal 1977, anno di inizio delle serie storiche ricostruite)”, commenta Istat. “L’aumento congiunturale dell’occupazione – prosegue l’istituto di statistica – è trainato dai dipendenti permanenti e da una rilevante crescita del tasso di occupazione dei giovani con 25-34 anni, mentre calano i lavoratori a termine e gli indipendenti. Contestualmente, si registra una lieve crescita del numero di disoccupati e un calo dell’inattività, che scende ai valori minimi storici”. – [FONTE]
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