Corruzione, PISA: blitz in Comune, sette indagati

08/02/2020 – C’era anche un tariffario, 500 euro a pratica edilizia, nei casi di corruzione sui quali sta indagando la Procura di Pisa e che vede sette indagati fra i quali un dipendente della polizia municipale e uno dell’ufficio Edilizia privata dell’Urbanistica.

L’indagine che poggia su due filoni, condotta dal pm Flavia Alemi della Procura di Pisa, era scattata a febbraio del 2019 su segnalazione della stessa polizia municipale. Ieri mattina il blitz del nucleo informativo dei Carabinieri nell’ufficio edilizia del Comune e subito dopo l’applicazione di misure cautelari nei confronti dei sette indagati per rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione e corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio. La Procura aveva chiesto per tutti la misura degli arresti in carcere o ai domiciliari; il Gip del Tribunale di Pisa, Donato D’Auria, ha invece disposto per i due dipendenti pubblici l’interdizione dall’esercizio di pubblico servizio, per i tre liberi professionisti (un ingegnere e due geometri) e per un ristoratore il divieto di esercitare l’attività professionale per un anno, per il secondo ristoratore il divieto di dimora nel Comune di Pisa.

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Il procuratore capo, Alessandro Crini, insieme ai Carabinieri, ha fornito ulteriori dettagli, sottolineando il ruolo fondamentale della polizia municipale nell’aver dato input all’indagine. “Il primo filone da cui siamo partiti riguarda la verifica e la ricostruzione di alcuni episodi relativi all’attività del vigile, addetto al centro storico, che preannunciava le notizie di successive verifiche”. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’uomo “in cambio di danaro e altre utilità, avvisava alcuni ristoratori del centro storico di Pisa in ordine ai controllo che il proprio ufficio avrebbe eseguito, consentendo loro di evitare di subire sanzioni amministrative”.

Abbiamo accertato – ha spiegato il procuratore – che fra l’uomo e uno dei ristoratori ci fosse un rapporto in base al quale veniva condivisa la gestione di un b&b sulle colline Pisane e che ne ricavasse il 40% degli utili”.

Il secondo filone, ha spiegato Crini, “è nato nell’alveo del primo e ci ha portato al geometra del Comune che accusiamo di corruzione per aver riscontrato pagamenti di danaro nel rapporto con i liberi professionisti”. – [FONTE]
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