Calabria: Consigliere Regionale indagato per corruzione si autosospende dal Partito Democratico

12/02/2020 – È accusato di aver promesso l’accreditamento di strutture sanitarie presso la Regione in cambio di voti. Per questo motivo Il consigliere regionale della Calabria G. A., del Pd, è indagato per corruzione dalla Procura di Paola.

Riconfermato alle elezioni regionali del 26 gennaio con la lista Democratici e progressisti, Aieta è stato sindaco di Cetraro, in provincia di Cosenza. Ed è proprio nella città cosentina che è andata la guardia di Finanza di Scalea per perquisire la segreteria politica di Aieta: sono stati sequestrati personal computer e documenti. Aieta è stato poi ascoltato in procura.

Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dal procuratore Pierpaolo Bruni, Aieta, in cambio di voti alle regionali di un mese fa, avrebbe promesso all’imprenditore Giuseppe Chiaradia, operante nel settore della sanità e indagato, l’accreditamento delle proprie strutture presso la Regione. Indagati anche i sindaci di Acri e Longobucco, P. C. e G. P. ed E. M., marito di una consigliera comunale di Roggiano Gravina. A loro, per l’accusa, A. g. avrebbe promesso l’assunzione o la permanenza nella struttura regionale dopo la rielezione. – [FONTE]

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“A seguito della notifica della proroga di indagini preliminari a mio carico, pochi giorni addietro – per il tramite del mio difensore di fiducia – avevo richiesto all’Autorità Giudiziaria inquirente di essere ascoltato in ordine ad ogni eventuale contestazione”. E’ quanto scrive sul proprio profilo facebook, il consigliere regionale Giuseppe Aieta. “Ieri, previo appuntamento -prosegue- mi sono recato presso la Procura della Repubblica di Paola per essere ascoltato. È in tale circostanza che ho appreso di essere indagato per corruzione unitamente all’Avv. Pino Capalbo, Sindaco di Acri, al dott. Giovanni Pirillo, Sindaco di Longobucco, al dott. Giuseppe Chiaradia, titolare di una casa di riposo sita in Corigliano – Rossano ed al sig. Emilio Morelli di Roggiano. Ritengo allora necessario e doveroso chiarire la vicenda, pubblicando integralmente le contestazioni mosse nei confronti della mia persona, per dovere di trasparenza che la funzione che ricopro mi impone. Ho spiegato e chiarito all’Autorità Giudiziaria ogni contestazione punto per punto. Continuerò – come la mia storia umana e politica dimostra – ad impegnarmi nelle giuste battaglie politiche con la determinazione di sempre, così come continuerò ad avere pieno rispetto e fiducia nei confronti della magistratura. Al fine di evitare che questa vicenda possa sortire strumentalizzazioni, preannuncio la mia decisione di autosospendermi dal Partito Democratico, fino a quando non sarà chiarita la mia posizione. Con la consapevolezza che questo accadrà”, conclude
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