Caserta, truffa e corruzione all’ASL, ricette false e farmaci venduti all’estero: 14 arresti tra imprenditori e medici

05/03/2020 – Nuovo terremoto sull’ASL di Caserta. Diciassette le misure cautelare emesse questa mattina ai danni di imprenditori e medici. Le accuse contestate agli indagati sono associazione per delinquere finalizzata al falso, alla corruzione, alla ricettazione e alla truffa aggravata ai danni del sistema sanitario nazionale. A mettere a segno l’operazione i carabinieri del NAS, diretti dal tenente colonnello Vincenzo Maresca.

Caserta, 17 persone nei guai per truffa, corruzione e ricettazione
Si tratta, nel dettaglio, di medici e dipendenti dell’Asl di Caserta e di imprenditori e faccendieri della stessa area. Gli investigatori hanno ricostruito anche voto di scambio per regionali 2015 e comunali Caserta per i fratelli Pasquale e Maddalena Corvino. Lui non eletto al consiglio regionale lei eletta al consiglio comunale.

L’inchiesta, così come riporta il comunicato, è stata coordinata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Maria Antonietta Troncone. L’operazione ha portato, in totale, a cinque arresti in carcere, nove ai domiciliari e cinque misure sospensive e interdittive.

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Dalle indagini è inoltre emerso che le fustelle venivano staccate dai farmaci e usate per le ricette che venivano addebitate al Servizio Sanitario Nazionale, in modo da ottenere il rimborso, mentre le confezioni venivano rivendute illecitamente in paesi extraeuropei. Gli inquirenti hanno individuato quattro medici di base compiacenti, uno dei quali nel frattempo deceduto, che in cambio di mazzette o altri beni si erano resi responsabili dei laboratori.

L’ulteriore passaggio della truffa individuato avveniva all’interno dell’Asl di Caserta, dopo la presentazione delle ricette: alcuni dipendenti, anche loro corrotti, non addebitavano alle società le somme che dovevano essere stornate dai rimborsi, sia a favore dei 4 laboratori coinvolti sia per altre strutture private convenzionate. Un dipendente dell’Asl, hanno accertato gli investigatori, si era accordato con Pasquale Piccirillo, titolare di un centro odontoiatrico della provincia di Caserta, per cancellare dai rientri una quota del debito complessivo relativo a prestazioni sanitarie non convenzionate. – [FONTE]
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