Coronavirus, 969 morti: il giorno più drammatico. 4401 malati più di ieri

27/03/2020 -La curva dei nuovi casi di coronavirus in Italia “dal 19-20 marzo sembra attenuarsi leggermente nella sua ascesa”. Il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, spiega che “il picco non è ancora stato raggiunto” ma “per ora abbiamo segnali di rallentamento“. Un trend confermato dai dati di oggi: i contagiati sono saliti a 86.498 con un incremento del 7,39%, inferiore rispetto a quelli registrati negli ultimi tre giorni. I morti con coronavirus sono stati però 969, il dato giornaliero più alto dall’inizio dell’emergenza, per quanto lievemente falsato perché comprende 50 decessi che ieri non erano stati registrati. E lo stesso Brusaferro avverte: “Non illudiamoci di poter allentare le misure di contenimento“. Stesso concetto evidenziato anche dal presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli: “Dovessimo decidere con i dati di oggi, ritengo inevitabile prolungare le misure” oltre il 3 aprile.

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“Ci sono aree del Paese dove la circolazione del virus è forte. In Lombardia, una parte del Piemonte e del Veneto“, spiega sempre Brusaferro. Sono le Regioni da cui arrivano anche i principali allarmi e la continua richiesta di ventilatori per allestire posti letto di terapia intensiva, non senza scontri con la Protezione civile. L’ultimo a parlare è stato il governatore Alberto Cirio: “In Piemonte stiamo arrivando al livello di saturazione della terapia intensiva”.

Altri 5 medici morti – Intanto nelle ultime ore sono morti altri tre medici, arrivando dall’inizio dell’emergenza al totale di 46. Hanno perso la vita il dottor Dino Pesce di Genova, il dottor Giulio Calvi e l’ematologo Benedetto Comotti a Bergamo, la dottoressa Anna Maria Focarete (consigliere provinciale della Fimmg) di Lecco e Marcello Ugolini, pneumologo e consigliere dell’Ordine dei medici di Pesaro-Urbino…. CONTINUA SU FONTE
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