Mascherine ordinate a ditte fantasma, ospedali senza medici e colpe a Conte: Fontana, o dell’apogeo del fallimento leghista

08/04/2020 – Il Governatore Attilio Fontana si è lanciato lancia in resta alla carica di Conte in una sorta di redde rationem che dovrebbe indicare nel governo centrale del primo ministro Conte, nel calcolo del governatore leghista e del suo segretario in crisi teocratica – non mistica, teocratica – il responsabile assoluto di tutti i grossolani errori della giunta leghista che regge la Lombardia e che, finché tutto andava bene “tutto andava bene” sta rivelando tutte le sue incapacità.

Andiamo con ordine.
Le famose mascherine che da ieri (5 aprile, ndr) sono obbligatorie in tutta la Lombardia, su ordinanza dell’indimenticabile Governatore, arrivano nella regione con enorme ritardo, sicuramente per incapacità di comunicazione tra leghisti – un must – e governo, ma soprattutto perché il primo ordine venne fatto, per le famose questioni dei ribassi dei prezzi, ad una ditta che aveva cessato l’attività, ma era ancora nell’elenco dei fornitori della formidabile giunta del Pirellone oggi Fontana e già Formigoni.
Della cessata attività della ditta di cui sopra nessuno sapeva nulla in Regione, nemmeno il favoloso assessore Gallera che parla come se fosse un semidio, che anche alla deità c’è un limite. Soprattutto se sei squisitamente umano e nemmeno dei più perfetti.

Poi scoppiò il casus belli del Governo che non rifornì di mascherine la regione Lombardia, o meglio delle mascherine ordinate dalla regione Lombardia, arrivate come da ordine evaso, requisite [sic] dal governo per darle alla Protezione Civile che le ha distribuite a suo piacimento; una appena avvertibile insinuazione leghista dice e non dice che furono distribuite “a chi cazzo volevano loro”.

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Come sarebbero andate realmente le cose lo dice il consigliere regionale M5S della Lombardia Massimo De Rosa: “Altro che briciole da Roma. Lo Stato paga, la Regione decide acquisti e distribuzione. I dati richiamano Fontana e Gallera alle loro responsabilità”.


Insomma il Pirellone si sarebbe mosso con grave ritardo, nonostante da Roma fosse partita tutta la macchina dell’allarme, anche dalla protezione civile – che si sarebbe presa [sic] le mascherine, quelle ordinate dalla giunta Fontana ad una ditta che non esisteva più – e il 4 febbraio 2020 dalla Federazione dei Medici di Medicina Generale: avvertimenti indirizzati all’attenzione del Governatore Fontana della roboante dichiarazione all’ADN Kronos del 27 febbraio. – [Continua su FONTE]

Poi, ça va sans dire, la colpa è di Giuseppe Conte.

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