Corruzione elettorale e concorsi manipolati: condannato l’ex sindaco leghista di Legnano

25/04/2020 – Due anni e due mesi all’ex sindaco leghista di Legnano, G. F.; due anni all’ex vicesindaco M. C. e un anno e tre mesi all’assessora C. L.. Queste le condanne emesse stamattina dal Tribunale di Busto Arsizio nei confronti della giunta decaduta di Legnano, finita nell’indagine della pm Nadia Calcaterra sul sistema di potere che aveva coinvolto il Comune. L’indagine era partita con l’accusa per Fratus di corruzione elettorale, in particolare relativamente a una nomina nel cda di Amga in cambio dell’appoggio elettorale al ballottaggio durante le elezioni. Fra i personaggi coinvolti nell’indagine anche il vicesindaco Maurizio Cozzi e l’assessore Chiara Lazzarini (entrambi di Forza Italia) che – stando alle carte – si erano attivati al fine di piazzare un dirigente vicino a loro in una delle municipalizzate. Ricordiamo che l’inchiesta al Comune alle porte di Milano inizò a maggio 2019, con le accuse degli stessi, di turbativa d’asta e corruzione elettorale – e per questo il prefetto di Milano ha avviò la procedura di scioglimento del Comune, che porterà quindi a nuove elezioni. Nel frattempo ha nominato la dottoressa Cristiana Cirelli commissario per la gestione provvisoria.
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Una decisione necessaria, dopo il Tar Lombardia ha accolto la richiesta del ‘Comitato per la legalità di Legnano’ – nato proprio dopo gli arresti di maggio – di sospendere i decreti di surroga dei consiglieri dimissionari, che era l’escamotage trovato dalla giunta travolta dallo scandalo per restare in sella: tant’è che il sindaco Fratus, che è ancora agli arresti – dopo aver presentato in un primo momento le sue dimissioni, le aveva ritirate pensando così di poter comunque evitare le nuove elezioni. Ma il Tar, anche se per adesso solo in via cautelare (la discussione di merito è rinviata al 15 gennaio 2020) ha accolto il ricorso scrivendo che “il potere di surroga risulta esercitato in modo illegittimo, perché riferito ai componenti di un organo collegiale privo del quorum costitutivo, in base alla disciplina statutaria di riferimento”. Bocciato, così, l’intervento del difensore civico regionale Carlo Lio, che aveva permesso alla maggoranza di centrodestra di restare in sella nonostante le defezioni di alcuni suoi consiglieri. “La revoca delle dimissioni da parte del sindaco del Comune di Legnano rende attuale e concreto il periculum in mora dedotto dai ricorrenti e riferito al pregiudizio, derivante dagli atti impugnati, all’interesse giuridicamente rilevante di cui sono portatori”, scrivono i giudici del Tar. Nei giorni scorsi Fratus, che è ai domiciliari, è stato convocato in procura a Busto Arsizio per un nuovo interrogatorio, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. – [FONTE] CONTINUA A LEGGERE >>

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