Coronavirus, Conte: “Non ci sarà piena libertà di movimento dal 4 maggio, bar e ristoranti riapriranno dopo. La scuola? A settembre”

26/04/2020 – La piena libertà di movimento non scatterà il 4 maggio, bar e ristoranti non rialzeranno subito le saracinesche ma verrà comunicata una data e potranno intanto lavorare a domicilio e da asporto, nelle classi si tornerà a settembre. Per le mascherine verrà fissato un prezzo calmierato e si lavora all’azzeramento dell’Iva, mentre – volgendo lo sguardo in Europa – la prossima battaglia sono i trasferimenti per garantire chance di ripresa anche ai Paesi, come l’Italia, con debito pubblico alto. Il Mes? “L’ultima parola spetta al Parlamento”. E restando nell’emiciclo: “Forza Italia ha un atteggiamento critico ma costruttivo, il resto del centrodestra fa opposizione strumentale”. Nella giornata in cui verrà delineato il piano per la ripartenza, da annunciare al massimo nei prossimi giorni, Giuseppe Conte traccia i contorni della Fase 2, della strategia per la ripresa economica e delle prossime mosse in Europa in un’intervista a Repubblica.

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“Stiamo lavorando per consentire la ripartenza di buona parte delle imprese, dalla manifattura alle costruzioni per il 4 maggio”, dice il presidente del Consiglio. “Non possiamo protrarre oltre questo lockdown: rischiamo una compromissione troppo pesante del tessuto socio-economico del Paese”, avvisa il premier spiegando che l’annuncio del piano avverrà “al più tardi all’inizio della prossima settimana” ma potrebbe già esserci in serata, dopo l’ultima cabina di regia con gli enti locali. Anche perché alcune attività imprenditoriali “strategiche” – lavorazioni per l’edilizia carceraria, scolastica e per contrastare il dissesto idrogeologico, come pure attività produttive e industriali prevalentemente votate all’export – “potranno riaprire già la settimana prossima” presentando l’autocertificazione ai prefetti, come hanno fatto altre 192mila aziende “essenziali” durante il lockdown. Una questione, quella dell’annuncio del piano, sul quale premono gli enti locali. Dai sindaci per la questione mobilità ai presidenti di Regione sulle attività produttive.

Per quanto riguarda i cittadini e il distanziamento sociale, invece, chiarisce Conte, nel piano ci sarà una “revisione delle regole” che “non significa abbandono delle regole”. Insomma: “Non siamo ancora nella condizione di ripristinare una piena libertà di movimento, ma stiamo studiando un allentamento delle attuali, più rigide restrizioni – spiega – Ho già anticipato che non sarà un “libera tutti”. Faremo in modo di consentire maggiori spostamenti, conservando, però, tutte le garanzie di prevenzione e di contenimento del contagio”. Per esempio, la scuola, ormai è ufficiale, “riaprirà a settembre”. Perché, dice Conte, tutti gli scenari elaborati dal comitato tecnico-scientifico “prefigurano rischi molto elevati di contagio”. E in gioco ci sono diversi fattori: “È in gioco la salute dei nostri figli, senza trascurare che l’età media del personale docente è tra le più alte d’Europa. La didattica a distanza, mediamente, sta funzionando bene”. Quindi l’appuntamento in aula sarà dopo l’estate. Potrebbe esserci prima, invece, il ritorno dei credenti in chiesa con il comitato tecnico-scientifico al lavoro per “nuove regole per le cerimonie religiose”, ad iniziare dai funerali. – [Continua su FONTE]
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