Solidarietà a Virginia Raggi, minacciata pubblicamente da Mafiosi, Fascisti corrotti!

20/05/2020 – Non vedono l’ora si levi dai piedi e torni un sindaco come quelli dei gloriosi tempi di mafia capitale. Un sindaco accomodante e che abbia paura di loro. Non come quella testona della Raggi che ha più palle di tutti i maschietti che l’hanno preceduta in Campidoglio. Non come quella testona della Raggi con la sua fissa per la legalità e la trasparenza dopo decenni di pacifica porcilaia. È avvenuta ad Ostia l’ennesima intimidazione verso Virginia Raggi. Questa volta è toccato ai fascisti intenti a sciacallare sulla pandemia. Il sindaco chiuso in macchina, tutt’attorno la scorta e il solito assordante silenzio. Se i fascisti avessero intimidito qualche altra sindaca sarebbe piovuta solidarietà da ogni dove. Dai benpensanti, dalle istituzioni e perfino dalla galassia femminista.

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Ma la Raggi non è una sindaca come le altre. Ma la Raggi non è nemmeno una donna come le altre. Vale meno. E vale meno per ragioni politiche. Perché parte di quel maledetto Movimento d’intrusi che hanno guastato la festa della porcilaia. A Roma come in tutta Italia. A destra come a sinistra. A fermare la Raggi ci han provato fin dal primo giorno, non volevano farla nemmeno iniziare a far pulizia. Ci han provato con processi rivelatisi delle farse. Ci han provato coi giornali servi del lobbume che l’hanno sbattuta in prima pagina come una criminale efferata. Ci hanno provato attaccandola personalmente, denigrandola, vigliaccamente. Tutto inutile. Quella testona ha più palle di tutti i maschietti che l’hanno preceduta in Campidoglio. Quella testona si è messa a raccogliere i cocci della Capitale. Uno ad uno. Senza paura. Ma una porcilaia non diventa un giardino in un giorno.

Ci vuole fatica, ci vuole tempo. Piccoli passi ma nella direzione giusta. Verso quella normalità che per una Roma massacrata da decenni di malapolitica significa rivoluzione. La Raggi non molla e tutt’attorno i suoi nemici si rassegnano a che arrivi a fine mandato. Sono certi di batterla a mani basse nelle urne. Sono certi di riprendersi Roma. I suoi voti, i suoi soldi, le sue poltrone. Ma la Raggi non molla e da Roma non arrivano più solo brutte notizie. Una porcilaia non diventa un giardino in un giorno ma il lavoro paga e comincia a spuntare qualche fiore all’ombra del Campidoglio. C’è addirittura chi vorrebbe Virginia Raggi candidata per un terzo mandato affinché continui a condurre Roma verso una rivoluzionaria normalità. C’è addirittura chi vorrebbe premiare il coraggio e la forza di questa sindaca, di questa donna. Alla faccia dei mafiosi, dei fascisti e dei corrotti. Alla faccia degli sciacalli politici e di quell’assordante silenzio. – [di Tommaso merlo]
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