Appalti truccati e corruzione, nel mirino le opere pubbliche a Vagli: indagata l’intera giunta

26/05/2020 – Per gli inquirenti c’era un “sistema Vagli”, fatto di favori ad imprenditori locali da parte di amministratori compiacenti. Accuse pesanti quelle contenute nella nuova inchiesta giudiziaria che scuote il Comune di Vagli, dove sono stati iscritti a vario titolo nel registro degli indagati il sindaco in carica G. L., l’ex primo cittadino e attuale vicesindaco M. P., insieme all’assessore M. P. nell’ambito dell’indagine su presunti appalti truccati, turbativa d’asta, truffe, falso ideologico e, per gli amministratori, corruzione. Con loro risultano indagati una trentina tra tecnici del Comune, consulenti, periti e imprenditori dei settori marmifero e delle costruzioni e sotto inchiesta ci sono anche la moglie e la figlia dell’ex primo cittadino, L. e M..

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Questa mattina (25 maggio) negli uffici comunali, in sede di aziende e abitazioni di amministratori e imprenditori finiti sotto inchiesta si sono presentate le forze dell’ordine, incaricate dalla procura di acquisire la documentazione relativa a numerosi lavori eseguiti in regime di somma urgenza e quindi affidati con procedura diretta a ditte ed aziende compiacenti. Blitz che sono stati eseguiti dai carabinieri forestali di Camporgiano da cui era partita, circa 18 mesi fa, l’indagine, militari della compagnia dei carabinieri di Castelnuovo, uomini della squadra mobile di Lucca e del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Lucca. Trenta gli obiettivi degli inquirenti, tra case private, uffici e sedi di aziende. Nell’inchiesta sono finite sotto la lente anche numerose autorizzazioni all’attività estrattiva nel bacino marmifero di Vagli, che sono al vaglio degli inquirenti. In qualche caso, ritengono gli investigatori, i danni e le calamità venivano perfino inventate, ma fatte risultare nelle carte necessarie a procedere all’affidamento dei lavori.

L’inchiesta era partita da una segnalazione arrivata ai carabinieri forestali di Camporgiano che più di recente hanno svolto le verifiche del caso a seguito di un esposto denuncia del gruppo di opposizione Per Vagli e Roggio e relativo ai lavori di realizzazione di un bypass dopo la chiusura, per motivi di sicurezza, del ponte Morandi sulla Tambura. Un’opera che era stata fatta partire nei giorni di Pasqua e nonostante l’emergenza covid per rompere l’isolamento del paese e che, anche quella, è adesso sotto la lente della procura.

La lista delle opere per cui si ipotizzano illeciti è lunga e copre tutto il periodo dalla precedente giunta a quella attuale. Durante le perquisizioni è stata acquisita la documentazione dei lavori e degli affidamenti per vagliare nel dettaglio le procedure. Nel mirino ci sarebbe anche il recente bando per la gestione della piscina comunale, mentre si ipotizza anche la truffa per alcuni finanziamenti ottenuti per l’emergenza maltempo da parte di enti pubblici. Denaro che sarebbe stato destinato a Vagli sulla base di certificazioni false che avrebbero gonfiato l’entità delle opere da eseguire per il ripristino di strade o versanti franosi, a seguito di nubifragi. – [FONTE]
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