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Il Senato approva la fiducia, il decreto Elezioni è legge
Giugno 20, 2020 Ambiente e salute

20/06/2020 – È rottura totale tra opposizioni e governo. Con il centrodestra che per protesta diserta il voto di fiducia posta sul decreto Elezioni a palazzo Madama e maggioranza e esecutivo che si salvano per soli due voti. E al Senato scoppia il caos, con tanto di verifica dei Questori su quanto accaduto nell’emiciclo e l’accusa del centrodestra alla maggioranza di aver fatto votare senatori che non avrebbero potuto. Ma nonostante la verifica, che decreta la regolarità delle votazioni, resta il sospetto delle opposizioni sulla loro validità. E nel ‘mirino’ (anche di una parte della maggioranza) finisce la presidente Elisabetta Casellati per la conduzione dell’Aula.

L’Aula del Senato ha approvato la fiducia sul decreto Elezioni, che ora è legge: 158 i voti favorevoli, zero contrari e astenuti. Presenti in Aula 162, senatori votanti 158. L’opposizione, come già accaduto ieri nel voto poi annullato, non è stata presente in Aula. Oggi era l’ultimo giorno utile per convertire il decreto, pena la decadenza. Il via libera definitivo del Senato al decreto è stato accolto da un lungo applauso della maggioranza, presente in Aula a differenza delle opposizioni. Il numero legale, assicurano fonti di maggioranza, è stato garantito e fissato a 158. Ieri l’annullamento per mancanza del numero legale Ieri la votazione era stata annullata: erano presenti in Aula 149 parlamentari, ma l’asticella del numero legale era di 150 presenze.

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Urne a settembre, con ogni probabilità il 20 e 21, per comunali, regionali, suppletive e referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Un provvedimento che scontenta tutti, dalle Regioni alle opposizioni fino al Comitato promotore del referendum. Ma governo e maggioranza tirano dritto: è la “migliore mediazione possibile”, è il refrain. L’esecutivo deciderà la data certa del voto “in tempi brevissimi”, garantisce il sottosegretario Achille Variati.

L’opposizione aveva disertato il voto. La presidenza di Palazzo Madama ha fatto le verifiche riscontrando un errore nel computo dei congedi. Un errore definito tecnico che ha comportato la nuova votazione di ieri mattina. Un precedente simile risale ad una seduta del 1989. Casellati: chiedo scusa ma non accetto lezioni “Sono profondamente amareggiata di quanto accaduto, non c’ero io ma mi assumo le mie responsabilità. C’è stato un errore non imputabile a nessuno. Ho appreso ieri sera alle 20,45 che c’era stato questo problema. Mi si può dire tutto ma che si imputi alla Presidenza un errore informatico mi pare eccessivo. Chiedo scusa ma non posso rimproverarmi nulla, non accetto lezioni da nessuno sulla conduzione dell’Aula”. Lo afferma la Presidente del Senato Elisabetta Casellati, parlando dell’annullamento del voto di ieri. “Poi se mancava una maggioranza non è attribuibile alla Presidenza”.

Conte: “Mossa astuta ma maggioranza compatta”
Sul caso torna nel pomeriggio anche il premier Giuseppe Conte, in conferenza stampa. “C’è stata una mossa molto astuta” da parte del senatore leghista Roberto Calderoli, cui “poi si è aggiunto un infortunio, un errore informatico” che ha portato all’annullamento del voto di fiducia per mancanza di numero legale al Senato. “Il risultato è stato che i senatori, che erano già partiti, sono stati costretti a ritornare da ogni parte d’Italia, viaggiando di notte: oggi i senatori di maggioranza hanno dato una grande prova”, argomenta il capo del governo.

Strascichi nella maggioranza
Quanto accaduto oggi al Senato lascia strascichi nella maggioranza, dove alcuni senatori dem lamentano le “troppe assenze in Aula”. E c’è anche chi, tra le file dei giallorossi, osserva che “con questo clima con le opposizioni non si va avanti, rischiamo l’incidente al Senato”, visti i numeri ristretti. Per Italia viva non c’e’ alcun dubbio: il governo è salvo grazie ai loro voti. “Al Senato c’è stato un voto importante, la maggioranza ha tenuto per poco. Iv è stata decisiva per la tenuta del governo ma ovviamente questo ci preoccupa per il futuro”, afferma Maria Elena Boschi, convinta che “sicuramente dovremo trovare un modo diverso per gestire i lavori parlamentari, perché non si può rischiare ogni volta”. E Matteo Renzi rivendica: “In questo periodo il nostro mestiere è salvare il governo. Oggi al Senato hanno voluto fare la prova di forza e i numeri non c’erano. Dobbiamo chiedere al governo di stare più attento alle procedure parlamentari ed essere più concreto”.

Duro botta e risposta al Senato tra la presidente, Maria Elisabetta Alberti Casellati e la vice, Paola Taverna, all’inizio della seduta per la ripetizione del voto di fiducia dopo che il giorno prima è risultato che i 149 presenti non erano sufficienti a raggiungere il numero legale (all’inizio invece erano stati considerati sufficienti, ma era un errore tecnico). “Mi prendo le mie responsabilità, anche se non c’ero io, c’era la presidente Taverna”, ha affermato Casellati ricostruendo l’accaduto. “Io ieri presiedevo in sostituzione del collega La Russa”, si è difesa Taverna, “che coscientemente sapeva quello che sarebbe successo in quest’aula, ossia la volontà di far mancare il numero legale, cioè l’intenzione di minare l’istituzione e la sua espressione e di mettere il Paese nella difficoltà su un provvedimento che riguardava la data delle elezioni. Io non mi sono mai sottratta al mio dovere e ieri sostituivo un collega proprio per difendere l’onore del Senato”. “Cosa c’entra questa cosa? È una volontà di polemica inaccettabile”, ha replicato Casellati. Poi Gasparri ha chiesto le scuse di Taverna, che ha risposto: “Mi scuso se era assente per esigenza e non per volontà, e se ho attribuito a lui un’intenzione non vera” – [FONTE]
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