Padova. Corruzione e spaccio in carcere: Arrestati un avvocato e 6 agenti

08/07/2020 – Spaccio di sostanze stupefacenti e corruzione di pubblici ufficiali. Sono questi i reati contestati ai destinatari delle 14 misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Padova Mariella Fino a conclusione di una vasta indagine, denominata “Apache”, condotta nell’ambito della realtà carceraria dal sostituto procuratore Sergio Dini ed eseguite dall’alba di martedì dalla polizia di Padova con la collaborazione della polizia penitenziaria. Tra gli arrestati vi sono 6 agenti di polizia penitenziaria, in servizio nella locale casa di reclusione, e un avvocato. Altri 9 agenti sono indagati per i medesimi reati.

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PERQUISIZIONI AL DUE PALAZZI. La squadra Mobile euganea, guidata dal vice questore aggiunto Marco Calì e coordinata dal Servizio centrale operativo e dalla Direzione centrale servizi antidroga, ha eseguito le ordinanze con l’ausilio di un centinaio di agenti, tra cui i colleghi di Belluno, Lecce, Matera, Napoli, Rovigo, Salerno, Torino, Trieste, Venezia, Varese, Verona, Vicenza e del commissariato di Porto Tolle, nel Rodigino. Contestualmente, con l’ausilio del reparto Prevenzione crimine di Padova, sono state eseguite oltre 30 perquisizioni anche negli edifici della casa di reclusione euganea Due Palazzi, a carico di vari soggetti coinvolti a vario titolo nell’indagine, tra cui agenti di custodia.“

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DROGA, TELEFONINI E ALTRI FAVORI. Le indagini, cominciate nell’agosto del 2013, hanno consentito di smantellare un sistema di consegne di droga, cellulari ed altre utilità all’interno del carcere. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i sei agenti della polizia penitenziaria del Due Palazzi, in concorso con familiari ed ex detenuti, introducevano in carcere droga (eroina, cocaina, hashish, metadone) e materiale tecnologico vietato (telefonini, schede sim, chiavette usb) ai detenuti.

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I COLLEGHI. Il “capo” poteva vantare la complicità di vari colleghi che prestavano servizio in carcere in particolare: Luca B., detto “u’ cafone”, 38enne originario di Foggia ma residente a Padova (arrestato in carcere); Roberto D.P., detto “kelos”, 45enne originario di Chieti ma residente ad Abano, sposato (finito agli arresti domiciliari); Giandonato L., detto “bambolotto”, 31enne originario di Matera ma domiciliato a Vaccarino di Piazzola sul Brenta (finito agli arresti domiciliari); Angelo Raffaele T., detto “condor”, 35enne originario di Venosa ma residente ad Albignasego (ai domiciliari); Paolo G., detto “il poeta”, 40enne nato a Cassino ma residente a Padova (ai domiciliari). Nel corso delle indagini sono state riscontrate varie cessioni in carcere. Gli agenti coinvolti facevano affari non solo con gruppi di magrebini, ma anche con detenuti per associazione di stampo mafioso (un barese appartenente al clan Strisciuglio e un napoletano del clan Licciardi-Bocchetti operante a Secondigliano, nel Napoletano), con esponenti della criminalità albanese ed italiana locale.“


L’AVVOCATO E GLI ALTRI. Agli arresti domiciliari è finita anche l’avvocato Michela M., 50enne originaria del Veneziano e residente a Rovigo, secondo gli inquirenti avrebbe pagato in più occasioni il “capo” del gruppo di secondini per fare consegne illecite ai propri assistiti. Nell’ambito dell’indagine sono stati raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere anche: Karim A., detto “kimu”, 26enne tunisino domiciliato a Padova; Mohamed E.I. detto “Giovanni” o “cioccolato”, 44enne marocchino domiciliato a Thiene, pluripregiudicato per droga; Mohamed E.S., 28enne domiciliato a Torino; Mohamed T., 41enne tunisino già nel carcere di Verona. Ai domiciliari, invece, sono finiti anche: Giorgio C., 71enne triestino che, secondo quanto si è appreso, avrebbe regolarmente inviato denaro a un parente rinchiuso a Padova; Amal E.A., 22enne marocchino residente a Legnago; Edoardo M., 33enne residente a San Donà di Piave, nel Veneziano. Infine, nel corso delle perquisizioni eseguite martedì, è finito in manette Giuseppe S., 38enne originario di Modica, ma residente a Campolongo Maggiore, nel Veneziano, in quanto trovato in possesso di circa 3 chilogrammi di marijuana. – [Continua su FONTE]
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