Ponte di Genova, ultimatum di Conte ad Autostrade per l’Italia: “O arriva una proposta seria o scatta la revoca”

09/07/2020 – Ultimatum del premier Giuseppe Conte ad Aspi e incontro dei vertici dell’azienda al ministero dei Trasporti: la riunione è iniziata intorno alle 16 ed è attualmente in corso. La sentenza della Consulta sulla legittimità dell’esclusione di Autostrade dalla ricostruzione del Ponte Morandi ha accelerato i tempi della politica e a giorni è attesa la decisione sull’eventuale revoca della concessione. Segnali che pesano anche sul titolo di Atlantia in Borsa che, in apertura dei mercati, ha segnato un – 5,21 per cento. Dopo essere finito in asta di volatilità è rientrato segnando un calo superiore al 9% e andando incontro a un nuovo stop. Intanto, in un quadro che rimane di incertezza, la posizione del governo comincia a delinearsi: “O arriva una proposta vantaggiosa per lo Stato”, ha detto il premier in un colloquio con la Stampa, “o procediamo alla revoca, pur consapevoli che comporta insidie giuridiche”. Un vero e proprio ultimatum che mai, prima di oggi era stato espresso così chiaramente da Conte. La linea è appoggiata dai 5 stelle (“Non possiamo più aspettare”, ha detto il viceministro Giancarlo Cancelleri), ma ancora osteggiata da Matteo Renzi. “La revoca è impossibile a farsi, basta con il populismo degli annunci”, ha dichiarato sempre a la Stampa.

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La questione viene rinviata da mesi e proprio ieri, la notizia che la gestione del Ponte Morandi è stata affidata ad Autostrade in quanto attuale concessionario, ha riaperto gli scontri. Il premier da tempo assicura che la decisione è imminente: “La procedura di revoca è stata avviata”, ha detto al quotidiano diretto da Massimo Giannini, “e ci sono tutti i presupposti per realizzarla, perché gli inadempimenti sono oggettivi, molteplici e conclamati”. E alla domanda sul quando verrà presa una decisione, il premier ha garantito: “Entro questo fine settimana”. Ed “è una decisione di tale importanza che la porteremo in consiglio dei ministri“.

Chi è schierato per la revoca è il M5s, che chiede di andare fino in fondo per quella che da subito è stata una delle battaglie del governo gialloverde (e poi giallorosso). “Il governo”, ha dichiarato il viceministro Giancarlo Cancelleri a Radio Anch’io su Rai Radio 1, “deve intervenire immediatamente, scrivendo la parola fine a questa vicenda che è davvero arrivata a battute finali. Non possiamo più aspettare”. Proprio Cancelleri, poche settimane fa, aveva lamentato la lentezza del dossier e la scarsa comunicazione dentro lo stesso ministero: “Sono più di 4 mesi che diciamo che saremmo arrivati all’inaugurazione e che senza sapere a chi darlo sarebbe diventato un grande problema per il governo. Il grido di allarme lanciato in questi mesi è stato poco ascoltato, adesso siamo arrivati alle battute finali e si deve prendere una decisione”. Secondo Cancelleri “serve un commissario di governo ad Aspi e gestione di Anas per i controlli di sicurezza e messa al bando di concessioni che in 2 o 3 anni devono essere assegnate. In questo momento la presenza dei Benetton è un grosso problema perché hanno dimostrato di non saper gestire la cosa pubblica. Mi pare che la sentenza della Consulta di ieri lo abbia dimostrato”.

Ponte Morandi, la Consulta: “È legittimo estromettere Autostrade da ricostruzione. Eccezionale gravità determinò la scelta del governo”. Conte: “Sentenza ci conforta”
Ma nel governo la linea non è univoca. Chi continua a schierarsi contro la revoca è Renzi: “E’ il momento di passare dalle chiacchiere ai fatti”, ha dichiarato a la Stampa. “Dopo due anni non si può continuare ad urlare ‘revocheremo’ o ‘cacceremo i Benetton’. Perché è molto semplice, ma impossibile da farsi: basta col populismo degli annunci”. Quindi, nel merito dell’affidamento della gestione del ponte Morandi ad Autostrade, ha commentato: “Tutti sapevano che la gestione sarebbe andata ad Autostrade: era già previsto all’inizio del percorso. Ma ora basta con la politica dei rinvii. Non puoi dire ‘revoco’, lasciando aperta così a lungo la questione. In un senso o nell’altro le decisioni vanno assunte. Perché altrimenti rischiamo una doppia beffa: il ponte è ricostruito e il dossier resta aperto. E l’eventuale revoca si trasforma in un regalo per la proprietà”.

Intanto per la Liguria ha parlato il presidente Toti che ha attaccato l’esecutivo per la lentezza dei tempi: “Abbiamo avuto due anni di colpevoli ritardi, questo è il vero problema”, ha dichiarato a Radio capital. “Ora il ponte è la cosa più sana della Liguria, ma tutto intorno restano i problemi. Rischiamo di poter fare solo avanti e indietro dal ponte. La vera offesa alle vittime il fatto che in due anni non si sia detta la verità. Questo governo si è trasformato in un giustiziere delle piazze. Non ha mai voluto dire che il rapporto con Autostrade non era risolvibile così facilmente”.

La Lega in mattinata ha organizzato un flash mob per le code autostradali in Liguria davanti a Palazzo Chigi. Era presente anche Matteo Salvini: “Non è possibile che ci siano pezzi di Italia ostaggio dei litigi tra Pd e M5s”, ha detto. “Decidessero cosa fare dei ponti delle ferrovie, delle autostrade, dei porti e degli aeroporti, l’Italia ha bisogno di correre, di viaggiare, di costruire. Vogliamo un Paese pieno di gru e cantieri, ma in maniera intelligente, possibilmente senza costringere a fare 7 ore di coda, il modello c’è ed è quello Genova”. Solo ieri Salvini aveva rilanciato la sua idea per la ripartenza del Paese: il condono tombale. – [FONTE]
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