Caos Procure, Cantone: Palamara a processo. 7 anni di lusso, vacanze pagate e i 68 mila euro pagati da Centofanti

26/08/2020 – «Quel piccoletto solo guai ci ha combinato»; «Eh, però abbiamo passato sette anni di lusso»; «Pure… dillo pure!»; «Ibiza, Favignana…». Quello scambio di battute tra Luca Palamara e la sua amica A. Attisani, registrato un anno e mezzo fa dagli investigatori della Guardia di finanza, racchiude la sintesi dell’accusa definitiva mossa dalla Procura di Perugia che il 18 agosto scorso ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex componente del Consiglio superiore della magistratura.

Palamara è ora imputato di corruzione per l’esercizio delle funzioni (con Attisani nel ruolo di «istigatrice delle condotte delittuose e beneficiaria in parte delle utilità») in cambio di viaggi, soggiorni e lavori di ristrutturazione e manutenzione in casa della donna per almeno 68.000 euro pagati dall’imprenditore Fabrizio Centofanti («il piccoletto»).

Sotto la richiesta di processare Palamara e gli altri due imputati dello stesso reato, firmata dai pubblici ministeri Gemma Miliani e Mario Formisano c’è il visto del neo-procuratore Raffaele Cantone; i fatti contestati vanno dal 2014 al 2017, quando l’ex pm faceva parte dell’organo di autogoverno dei giudici, e l’accusa ha indicato come «persona offesa» il ministero della Giustizia. Spetterà ora al Guardasigilli Alfonso Bonafede decidere se costituirsi parte civile contro il magistrato, nei confronti del quale aveva avviato, lo scorso anno, l’azione disciplinare.

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Palamara è imputato anche di rivelazione di segreto per aver indotto l’ex componente del Csm Luigi Spina a informarlo delle indagini a suo carico, nel maggio 2019. Spina, dimessosi dal Consiglio proprio a seguito di questa inchiesta, ha proposto di chiudere la partita giudiziaria con una richiesta di «messa alla prova», in modo da sospendere il processo e arrivare alla estinzione del reato; la Procura ha ritenuto legittima la richiesta, riservandosi di esprimere il proprio parere davanti al giudice che dovrà decidere. Imputato di favoreggiamento l’agente di viaggi Giancarlo Manfredonia, per aver consegnato agli investigatori «documentazione artefatta» sulle vacanze organizzate da Centofanti, al fine di «eludere le investigazioni».

A quattro mesi dalla chiusura delle indagini, il «caso Palamara» arriva dunque a una prima conclusione. Resta ancora aperta l’altra inchiesta nella quale l’ex componente del Csm è indagato per corruzione in atti giudiziari, in favore di altri due amici imprenditori. – [Continua su FONTE]
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