Vaccini: stop alla malattia, ma il virus circolerà ancora

26/11/2020 – La Commissione Ue ha annunciato l’accordo con Moderna, la company di Cambridge (Massachuttes) che si prepara a presentare alla Fda Usa i risultati del suo studio di fase 3 sul vaccino contro il Covid-19. È il sesto dopo i contratti, tutti segreti, firmati con AstraZeneca, Sanofi-Gsk, Pfizer-BioNTech, Johnson & Johnson e CureVac. Moderna dichiara il 95% di efficacia nella gara degli annunci cominciata con il 90% di Pfizer/Biontech e passata per il 70/90% di AstraZeneca/Oxford. Però chiede cautela. “Bisogna stare attenti a non sopravvalutare i risultati – ha detto Tal Zaks, direttore medico di Moderna al sito Axios –. Quando inizieremo la distribuzione di questo vaccino, non avremo dati concreti sufficienti per dimostrare che questo vaccino riduce la trasmissione. In assenza di prove, penso sia importante non modificare i comportamenti solo sulla base della vaccinazione”.Insomma, mascherine e distanziamento non finiranno con il vaccino, non subito almeno. L’ha detto chiaramente Ilaria Capua, direttore del One Health Center of Excellence for Research and Training dell’università della Florida, l’altro ieri sera a Di Martedì su La7: “Se lei, Giovanni Floris, si vaccina contro il Covid, non si ammala. Ma può infettarsi e trasmettere quell’infezione”. – [(di Alessandro Mantovani e Laura Margottini – Il Fatto Quotidiano)]

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Le abbiamo chiesto di spiegarcelo meglio: “L’infezione è una cosa e la malattia un’altra. Il virus quando infetta una persona si replica nelle prime vie respiratorie, per esempio dieci particelle virali possono diventare molte centinaia o migliaia. Il vaccino impedisce che entrino nel sangue diventando 100 mila o un milione. La persona non si ammala ma il virus c’è, quindi può trasmetterlo. Così sarà fino al raggiungimento dell’immunità di gregge (il 60/70% di popolazione vaccinata secondo il ministero della Salute, ndr). È un problema di molti vaccini, pochissimi danno immunità sterile”.

Non la vede esattamente allo stesso modo Giuseppe Pontrelli, epidemiologo, ex Istituto superiore di Sanità: “Un vaccino previene l’infezione, la malattia, o più frequentemente entrambe le cose. I protocolli sperimentali dei vaccini anti-Covid in studio hanno come obiettivo primario la prevenzione della malattia, cioè per prima cosa si sono contati i casi con malattia da Covid 19 tra i volontari che avevano ricevuto il vaccino o il placebo, in gran parte polmonite. Non sono stati ancora comunicati – osserva Pontrelli – i dati sugli obiettivi secondari, quali la prevenzione dell’infezione, andando quindi a contare anche i pazienti infetti e asintomatici, in grado di propagare l’infezione. È dunque necessario rendere al più presto disponibili tutti i dati, anche alla comunità scientifica”.
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