Brogli alle elezioni comunali di Reggio Calabria, 29 nuovi indagati dalla Procura

12/01/2021 – Ci sono altre 29 persone indagate per i brogli elettorali nel corso delle ultime elezioni comunali a Reggio Calabria. L’inchiesta della Procura della Repubblica retta da Giovanni Bombardieri si allarga a macchia d’olio, dopo l’arresto del consigliere comunale sospeso A. C. e di uno dei presidenti di seggio, Carmelo Giustra. Ieri, infatti, il sostituto procuratore Paolo Petrolo e il procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni hanno notificato un avviso di garanzia, unitamente ad invito a presentarsi, nei confronti di una trentina di persone. Si tratta di scrutatori e/o segretari di seggi in determinate sezioni elettorali.

Le accuse ai 29 indagati
Secondo l’accusa, proprio nella loro qualità di scrutatori o segretari di seggio, avrebbero, in concorso materiale morale con Antonino Castorina, alterato i registri/liste elettorali, annotando in modo falso, sui registri stessi, che diverse persone avessero votato a seguito di identificazione per “conoscenza personale”, mentre, in realtà, gli stessi non si erano mai recati a votare alle elezioni del 20 e 21 settembre 2020; nonché per aver alterato le schede elettorali relative ai soggetti (regolarmente abilitati a votare nella rispettiva sezione, ma ami presentatisi a votare alle elezioni del 20 e 21 settembre 2020), così da far apparire la regolare espressione del voto da parte di quest’ultimi mentre, in realtà, il voto era stato espresso da soggetti diversi con le modalità illecite già spiegate in precedenza.

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L’indagine sul consigliere comunale
Pochi giorni fa, il Tribunale del Riesame ha rigettato il ricorso presentato dai legali di Castorina, che chiedevano la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari. Il consigliere comunale del Pd, secondo quanto emerso dall’inchiesta, sarebbe stato il deus ex machina dei brogli elettorali avvenuti alle ultime elezioni comunali e che avrebbero portato al voto persone, soprattutto di età avanzata, che mai si sono recate ai seggi, quando non addirittura morte. Dalle indagini è emerso come Castorina, insieme a personale del suo staff, sia stato colui il quale ha richiesto il numero maggiore di duplicati di tessere elettorali proprio per persone anziane.

Gli sviluppi promessi
Proprio il procuratore della Repubblica, Giovanni Bombardieri, nella mattinata in cui è stato eseguito il provvedimento nei confronti di Castorina e Giustra, aveva rimarcato come l’indagine sarebbe stata allargata anche ad altre persone. Quanto avvenuto, infatti, non poteva essere realizzato senza la collaborazione di qualche scrutatore o presidente infedele. Da qui la decisione di iscrivere nel registro degli indagati coloro i quali hanno ricoperto determinati incarichi all’interno delle sezioni incriminate, dove si sono verificati i casi di brogli. Alcuni degli indagati hanno una età giovanissima. È evidente come l’avviso di garanzia sia un atto al momento necessario proprio al fine di chiarire la posizione dei singoli. È plausibile immaginare come, all’esito degli interrogatori e dei successivi approfondimenti investigativi, diversi indagati possano uscire definitivamente dall’inchiesta, mentre altri potrebbero un percorso diverso. – [FONTE]
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