Abruzzo, reati contro la pubblica amministrazione: 25 misure. Arrestato ex parlamentare di Forza Italia

23/02/2021 – Induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione, turbata libertà nella scelta del contraente, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, falsità ideologica, turbata libertà degli incanti e tentato peculato.

Sono questi i reati contestati, a vario titolo, agli indagati nell’ambito dell’operazione “Acqua Fresca” che ha portato all’emissione di 25 misure.

Tra i destinatari della misura cautelare, firmata dal giudice per le indagini preliminari Maria Proia, l’ex parlamentare del Pdl e di Fi e attuale vicesindaco F. P. e il sindaco FdI di C. S. S. che è stato sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere.

Nell’operazione sono coinvolti amministratori e funzionari del comune, liberi professionisti e imprenditori residenti nelle province di L’Aquila, Roma, Teramo e Pescara. I domiciliari sono stati disposti anche per altri sei indagati tra cui un costruttore, il segretario comunale, tre dirigenti comunali, e un libero professionista. Per quindici indagati – tra imprenditori e liberi professionisti – il giudice ha emesso il divieto di esercitare la professione, per una assessore e un consigliere comunale il gip ha disposto l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

L’indagine, diretta dai pubblici ministeri Roberto Savelli e Lara Seccacini, è stata avviata nel 2018 con gli accertamenti dei militari dell’Arma, ed era emersa l’indebita percezione ed erogazione di fondi comunali a liberi professionisti e imprenditori operanti nella Marsica. Secondo il gip, le indagini hanno rivelato “l’esistenza di un sistema clientelare, fondato su amicizie, conoscenze ed interessenze con alcuni imprenditori o cittadini, in totale dispregio dei criteri di imparzialità, trasparenza e buon andamento della Pubblica Amministrazione, piegando, di fatto, l’interesse pubblico a quello di pochi”. Sono state denunciate in totale 56 persone.

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Secondo gli investigatori, gli amministratori e i dirigenti comunali hanno pilotato l’affidamento di appalti per l’esecuzione di lavori, progettazioni e servizi o frazionato gli appalti per procedere con affidamenti diretti sotto soglia, a favore di soggetti predeterminati, per lo più imprenditori e liberi professionisti locali, spesso ricorrendo alla falsificazione di atti pubblici.

Il totale dei fondi pubblici destinati alle 30 procedure turbate, ammonta a circa 13 milioni di euro, suddivisi in 11 milioni di euro per l’esecuzione di lavori, un milione e mezzo di euro per le progettazioni e 500.000 euro per gli affidamenti dei servizi. Tra le procedure turbate vi sono anche lo spostamento di una scuola media in altri locali, i lavori di realizzazione di un parco giochi, una gara per il servizio di custodia, manutenzione e assistenza all’uso dei campi sportivi, l’affidamento dell’esecuzione dei lavori di riqualificazione urbana, sociale, e culturale di alcune aree degradate, l’affidamento della progettazione di una scuola, di un parco e di un parcheggio, la realizzazione e organizzazione del premio letterario “Vittoriano Esposito”; concorsi pubblici per l’assunzione di impiegati e dirigenti comunali. – [FONTE]
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