Mafia: confiscati beni per 40 milioni al costruttore Pilo, tra gli artefici del “sacco” di Palermo

04/03/2021 – Confiscato l’impero immobiliare da 40 milioni di euro a G. Pilo, 83 anni, uno dei palazzinari di Cosa nostra degli anni Settanta e Ottanta, uomo d’onore del mandamento di San Lorenzo condannato a sette anni nel maxiprocesso istruito da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Pilo agli ordini dei corleonesi di Totò Riina fu uno dei protagonisti dell’urbanizzazione selvaggia di Palermo. La Direzione investigativa antimafia (Dia) ha eseguito un decreto di confisca nei confronti dell’imprenditore palermitano residente in provincia di Roma.

l provvedimento, emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo presieduta da Raffaele Malizia, riguarda il patrimonio immobiliare intestato a Pilo, alla moglie e al figlio, in questi ultimi due casi secondo il tribunale riconducibile alle attività criminali del capofamiglia. La confisca ha colpito i beni già sottoposti a sequestro nel giugno 2020 e riguarda una villa, 145 fra appartamenti, garage e terreni a Palermo, Roma e Trapani, 8 società, 4 polizze assicurative e 5 conti correnti per un valore complessivo di 40 milioni di euro.

Gli accertamenti patrimoniali della Dia di Palermo hanno evidenziato una netta sperequazione fra i redditi dichiarati dall’anziano costruttore e dalla sua famiglia rispetto agli investimenti sostenuti e al patrimonio accumulato negli ultimi quarant’anni. Un impero immobiliare che secondo gli inquirenti è frutto della sua affiliazione a Cosa nostra: G. Pilo è uomo d’onore della famiglia mafiosa di Resuttana, ha sposato A. Gambino, sorella di G. G. detto “‘u’ tignusu”, già capo del mandamento di San Lorenzo e componente della “Cupola”, la commissione provinciale di Palermo. E’ stato uno degli imputati al maxiprocesso ed è stato condannato a 7 anni per associazione mafiosa, grazie alla testimonianza dei pentiti Buscetta, Contorno e Anselmo.  – [ FONTE ]

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