Tangenti per l’appalto della metropolitana di Mosca, in otto a processo

29/03/2021 – Una presunta tangente di un milione 690 mila euro versata tra il 2009 e il 2014 in cambio di appalti per la costruzione della metropolitana di Mosca. Con l’accusa di corruzione internazionale sono finiti sotto processo in otto, mentre è stato dichiarato prescritto il reato per la società italiana che – per l’accusa – avrebbe pagato la «provvigione» per ottenere le commesse. Si tratta della Microelettrica scientifica spa di Buccinasco, nel Milanese, un “gioiello” tra le aziende italiane in grado di ricavarsi una nicchia nel mercato internazionale.
Il rinvio a giudizio è stato deciso dal giudice Alessandra Di Fazio, su richiesta del pm Adriano Scudieri. E’ stata inoltre, fissata per il prossimo 21 maggio l’udienza per discutere il patteggiamento di un nono imputato, accusato di riciclaggio e il giudizio in abbreviato per la sua società, coinvolta nel caso in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti.
A processo sono finiti M. J., ex presidente della Microelettrica, e i suoi ex consiglieri L. S. e M. B.. I tre, secondo la ricostruzione del pm, con il supporto di V. Rutkas, responsabile di una società che controlla Microelettrica, avrebbero promesso al dirigente del gruppo russo a partecipazione pubblica Jsc Metrovagonmash, V. Drozdinsky, il pagamento di una «provvigione» sull’ammontare delle commesse per la metropolitana «compresa tra il 13 e il 15 per cento». E tra il 2010 e il 2014 avrebbero corrisposto, secondo la documentazione dei flussi di denaro, un totale di 1,69 milioni di euro.

Sempre secondo l’accusa, tra gli altri, il tedesco T. Carlsson e il finlandese N. Nikonov (entrambi imputati), attraverso un «circuito» di false fatture e con finti contratti di consulenza, avrebbero ricevuto soldi dai conti dell’azienda italiana e poi trasferito il «denaro provento del reato di corruzione», ossia avrebbero fatto da «collettori» delle presunte mazzette. Denaro che poi sarebbe finito sui conti di una società panamense. Pagamenti che, per la procura, sarebbero partiti da Milano mentre l’accordo corruttivo, invece, sarebbe stato concluso a Mosca.
Il processo si aprirà davanti alla quarta sezione penale del Tribunale di Milano il prossimo 8 giugno. – [FONTE]
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