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Catanzaro, sequestrato il Ponte Morandi: «La ’ndrangheta imponeva materiali scadenti»
Novembre 3, 2021 Ambiente e salute

03/11/2021 – La Procura di Catanzaro nell’ambito dell’indagine che ha portato all’esecuzione di 6 misure cautelari nei confronti di imprenditori, ha disposto il sequestro, con facoltà d’uso, del viadotto “Bisantis”, noto come ponte Morandi di Catanzaro, e della galleria Sansinato sulla Statale 280 dei «Due mari», allo scopo di svolgere accertamenti di natura tecnica.
Per un ingegnere dell’Anas è stata disposta l’interdizione dall’esercizio della professione per 6 mesi e per un geometra per una durata di 9 mesi. Il Gip ha anche disposto il sequestro preventivo di 3 società di costruzione e di oltre 200mila euro quale profitto dei reati contestati. L’Anas, con una nota del pomeriggio del 3 novembre ha annunciato massima collaborazione.

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Arrestati 2 imprenditori
Sono 4 le persone arrestate, 3 in carcere e 1 ai domiciliari, nell’operazione “Brooklyn” condotta dalla Guardia di finanza di Catanzaro, con il coordinamento della Dda del capoluogo, e incentrata sui lavori di manutenzione del viadotto Morandi di Catanzaro e di un tratto della statale 280 dei due mari che ha portato al sequestro probatorio dello stesso ponte e della galleria Sansinato.

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Le indagini hanno permesso di acquisire gravi indizi a carico di 2 imprenditori operanti nel settore delle costruzioni e dei lavori stradali, che, consapevoli del rischio di incorrere in misure di prevenzione di natura patrimoniale, hanno costituito delle società intestandole fittiziamente a una loro collaboratrice, pur mantenendone il controllo di fatto.

Una di queste società si è aggiudicata i lavori di manutenzione straordinaria per il ripristino del calcestruzzo del ponte Morandi e di rifacimento dei muri di contenimento di un tratto della Strada statale 280 “dei Due Mari”.

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L’attività investigativa ha delineato un grave quadro indiziario, a carico degli imprenditori, titolari “di fatto” dell’impresa aggiudicataria dei lavori, i quali a causa di problemi finanziari, con la complicità del direttore dei lavori e di un ingegnere dell’Anas, avrebbero impiegato nelle lavorazioni un tipo di malta di qualità scadente, ma più economico di quello inizialmente utilizzato.

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Inoltre è emersa l’appartenenza dei 2 imprenditori ad associazioni per delinquere già emerse nell’ambito della operazione “Basso Profilo”, e finalizzate alla commissione di reati tributari, riciclaggio, autoriciclaggio, reimpiego e trasferimento fraudolento di valori. Fra gli indagati raggiunti dalla misura cautelare in carcere figura anche un ispettore della Guardia di Finanza, già coinvolto nell’operazione “Rinascita-Scott”, ora indagato per corruzione in atti giudiziari e rivelazione di segreto d’ufficio per fatti commessi quando era in servizio alla Dda di Catanzaro. Il militare, nello svolgimento di indagini delegate sui due imprenditori, in cambio di utilità di vario genere, si adoperava per attenuare la posizione dei due, informandoli costantemente dello sviluppo del procedimento nei loro confronti.

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La presa di posizione di Anas
Anas ha diffuso una nota nel pomeriggio del 3 novembre, dove, «in relazione alle indagini sui lavori di manutenzione del ponte Morandi e della galleria Sansisato sulla Statale 280 “dei due Mari” a Catanzaro, che hanno portato al sequestro con facoltà d’uso delle opere e all’emissione di misure cautelari», Anas «sta fornendo tutta la necessaria collaborazione alle Autorità inquirenti».
La società, inoltre, «conferma la sicurezza statica delle opere, poiché il sequestro riguarda il risanamento di alcune porzioni delle infrastrutture, senza impatto per la viabilità. Entrambe le opere sono aperte al traffico». – [CONTINUA SU FONTE]


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