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A Potenza operazione contro clan Martorano: collegamenti anche con cosche calabresi: 37 arresti
Novembre 29, 2021 Basilicata

29/11/2021 – Una quarantina di provvedimenti di misura cautelare, tra cui diversi arresti, sono in corso di esecuzione da parte della Polizia nell’ambito di un’operazione contro il clan Martorano-Stefanutti coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza. Le persone coinvolte nell’operazione – che si estende anche alla provincia di Matera – sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e di numerosi “delitti scopo”, aggravati dall’agevolazione e dal metodo mafioso.

Il clan potentino guidato da R. M. e D. S. – due delle 37 persone arrestate oggi dalla Polizia (28 in carcere, nove ai domiciliari) – è ormai “ampiamente riconosciuto dalla ‘ndrangheta calabrese e dai clan mafiosi lucani, siciliani e pugliesi”: è la conclusione della Direzione distrettuale antimafia di Potenza, che ha chiesto e ottenuto dal gip gli arresti. Gli indagati in carcere e ai domiciliari sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di droga, estorsioni, detenzione e porto illegale e di armi da fuoco e danneggiamento seguito da incendio, aggravati dall’agevolazione e dal metodo mafioso. Oltre agli arresti, la Polizia ha notificato un divieto di dimora nella provincia di Potenza e ha eseguito sette perquisizioni domiciliari e personali. Dall’inchiesta sono emersi collegamenti con le cosche calabresi dei Pesce-Bellocco e Grande Aracri, con il clan catanese dei Santapaola e con gruppi criminali pugliesi e lucani. La Procura antimafia di Potenza ritiene di aver scoperto anche “una fitta rete di contiguità e connivenze insinuatasi persone nelle sfere istituzionali”, oltre alla tipica attività di “mutua assistenza” a favore dei detenuti. Infatti, durante la sua detenzione nel carcere di Melfi (Potenza) S. avrebbe ricevuto “costante assistenza materiale” mentre “impartiva specifiche direttive verso l’esterno, anche attraverso la consegna di ‘pizzini'”.

Arrestato sindacalista, era ‘braccio armato del clan’

Un rappresentante sindacale, R. D. L. della Uil, è una delle 37 persone arrestate oggi dalla Polizia nell’ambito dell’operazione “Lucania Felix” coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza. In una conferenza stampa nel Palazzo della Giustizia del capoluogo lucano, il Procuratore distrettuale, Francesco Curcio, ha evidenziato che D. L. (che ora si trova ai domiciliari) era “il braccio armato” del clan Martorano-Stefanutti nella gestione “addomesticata” dei dipendenti della società “Kuadra”, che in passato è stata affidataria dei servizi di pulizia presso l’ospedale San Carlo di Potenza, il più importante della regione. In totale gli indagati sono una sessantina: le indagini hanno preso in esame gli ultimi 15 anni di attività criminale a Potenza e in altre zone della Basilicata. Alla conferenza stampa ha partecipato anche il prefetto Francesco Messina, Direttore centrale anticrimine della Polizia, il quale ha sottolineato che “in Italia non ci sono aree libere da sodalizi. I legami tra queste organizzazioni – ha aggiunto – sono maturate durante le detenzioni e questo deve far riflettere”. – [Continua su FONTE]



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