Anonymous in guerra contro Putin. Irraggiungibile il sito del Cremlino

01/03/2022 – Anonymous è scesa “in guerra” al fianco dell’Ucraina contro la Russia, anzi, più precisamente, contro Putin, come fa sapere il collettivo in uno degli ultimi post su Twitter: “No. Anonymous non è in guerra con la Russia. Siamo in guerra contro Putin. Il popolo russo non sostiene la guerra di aggressione di Putin contro il popolo ucraino”.

Alla guerra sul terreno in Ucraina, fatta di bombardamenti e spari, si affianca quella cyber, guidata da Anonymous che ha rivendicato l’attacco ad alcuni siti web governativi russi, compreso quello del Cremlino e del ministero della Difesa, resi irraggiungibili. “Abbiamo mandato offline i siti governativi – si legge sul profilo Twitter del collettivo – e girato le informazioni ai cittadini russi in modo che possano essere liberi dalla macchina della censura di Putin”. In un altro post Anonymous aggiunge: “Stiamo lavorando per garantire al meglio la connessione online del popolo ucraino” e c’è un messaggio anche per la parte russa: “Rispettiamo i russi che si stanno sollevando contro il proprio governo. Siete noi e siamo voi!”

Tra gli attacchi delle ultime, quello al sito web del ministero della Difesa russo, smentito dal Cremlino, secondo analisti cyber, avrebbe fatto scattare le difese a disposizione di Mosca in caso di offensiva ‘virtuale’: se il portale del ministero della Difesa è andato in tilt, quindi, significa con ogni probabilità che sono scattate attivate tecnologie di anti-ddos dalla Russia.

Il meccanismo di protezione, in questo caso, consente di rendere accessibile la risorsa – in questo caso il sito del ministero – in base alla posizione e al paese in cui si trova l’utente. Non si può escludere, quindi, che il sito del ministero della Difesa russo sia rimasto accessibile ad utenti all’interno dei confini nazionali.

Anonymous, in ogni caso, non si è fermato qui. Scorrendo le timeline dei profili riconducibili al collettivo, si trovano messaggi relativi ad altri successi che la cyber-guerra avrebbe prodotto: nella rete degli hacker sarebbero finite l’emittente russa RT e l’azienda produttrice di armi Tetraedr. Stesso trattamento sarebbe stato riservato ad un’azienda bielorussa, fornitore dell’esercito russo.

Il collettivo ha assunto una posizione pro-Kiev nel conflitto innescato dall’invasione russa e ha annunciato il proprio intervento con una serie di tweet pubblicati su vari profili riconducibili al movimento: ”Hacker di tutto il mondo: prendete di mira la Russia nel nome di Anonymous: fategli sapere che non perdoniamo e non dimentichiamo”, si legge in uno dei tweet che invocano l’intervento di hacker da ogni parte del pianeta.

https://twitter.com/YourAnonNews/status/1497574730282541060?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1497574730282541060%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_c10&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.rainews.it%2Farticoli%2F2022%2F02%2Fanonymous-in-guerra-contro-putin-non-perdoniamo-3f65e57c-e005-460b-8f10-7b085b535649.html
Canzoni ucraine sulle tv russe

Nelle ultime ore gli attacchi sembrano essersi moltiplicati: è irraggiungibile anche il sito dell’Autorità per le telecomunicazioni russa. Mentre canali tv russi – hackerati – trasmettono canzoni ucraine.

Meta contro fake news e disinformazione

Non c’è solo Anonymous a prendere posizione contro Mosca: anche Meta, il gruppo di Mark Zuckerberg che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp, ha annunciato il proprio sostegno all’Ucraina, secondo quanto riferisce Kiev, “bloccando fake news e limitando la diffusione della disinformazione”.

“Questa decisione aiuterà l’Ucraina nella sua resistenza contro il terrorismo dell’informazione del nemico e rafforzerà la sicurezza nazionale”, aggiunge Kiev su Telegram.

Ieri la Russia ha limitato l’accesso a Facebook, accusando il social network americano di censurare i media russi e di violare i diritti umani e dei cittadini russi. “In conformità con la decisione del Procuratore generale nei confronti del social network Facebook, a partire dal 25 febbraio adottiamo misure per limitare l’accesso”, ha annunciato l’Authority per le telecomunicazioni russa, Roskomnadzor. Meta ha da parte sua affermato che la Russia ha deciso di limitare l’accesso a Facebook perché il social network “ha rifiutato di rinunciare al fact checking”, come richiesto dalle autorità di Mosca. “I cittadini russi stanno utilizzando le nostre app e vogliamo che continuino a far sentire le loro voci, che possano ancora condividere contenuti e organizzarsi”, ha scritto in una nota Nick Clegg, manager di Meta

Stop a Twitter in Russia

L’accesso a Twitter in Russia è stato bloccato per gli utenti locali. La fonte della notizia è la società di connettività Internet NetBlocks. I servizi hanno iniziato a essere interrotti sabato mattina su più fornitori. Le autorità russe e le piattaforme di social media si sono scontrate sulle regole della piattaforma relative al conflitto con l’Ucraina. “La restrizione di Twitter da parte della Russia limiterà in modo significativo il libero flusso di informazioni in un momento di crisi in cui il pubblico ha più bisogno di rimanere informato”, ha affermato Alp Toker, direttore di NetBlocks.

I fronti della cyber-guerra

La cyber-guerra si combatte su più fronti. Già il 14 febbraio, il Computer security incident response team (Csirt) sottolineava “il significativo rischio cyber derivante da possibili impatti collaterali a carico di infrastrutture Ict interconnesse con il cyberspazio ucraino”. L’unità che fa capo all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale italiana raccomandava quindi di “elevare il livello di attenzione”, in particolare a “enti, organizzazioni ed aziende che intrattengono rapporti con soggetti ucraini”. In altre parole: allerta massima, perché la Russia – via Ucraina – avrebbe potuto sfruttare falle e vulnerabilità. Ecco le principali mosse di Mosca.

Il 22 febbraio gli specialisti di Unit 42 segnalavano “un incremento significativo dei cyberattacchi”, registrato già nei “precedenti nove giorni”. A partire dal 15 febbraio, in particolare, una serie di attacchi Ddos (che hanno l’obiettivo di bloccare reti e infrastrutture) “ha colpito sia il governo che gli istituti bancari ucraini”. Il 23 febbraio, le organizzazioni americane (Cisa, Fbi, National Security Agency) e il britannico National cyber security centre (Ncsc) hanno segnalato la diffusione di Cyclops Blink, un malware distribuito verso dispositivi di rete esposti su Internet, sfruttando un aggiornamento di WatchGuard. Le agenzie hanno ricondotto Cyclops Blink a Sandworm, nota organizzazione di cybercriminali legata al governo russo. Il 24 febbraio il Csirt ha pubblicato una nota in cui affermava che “il nuovo malware è distribuito anche sul territorio italiano”, notando anche “nuove attività perpetrate attraverso le piattaforme di messaggistica istantanea Discord e Trello al fine di distribuire link verso risorse contenenti file malevoli”.

Nelle stesse ore, è stato individuato un altro malware, denominato HermeticWiper. Gli attacchi di tipo “wiper” non si limitano a bloccare ma, come ha spiegato il Csirt, “distruggono intenzionalmente i dati presenti su un dispositivo al fine di renderli irrecuperabili, minando il corretto funzionamento sistema operativo in esecuzione”. Secondo i ricercatori di Eset, ha raggiunto “centinaia di dispositivi” in Ucraina.

Pare quindi evidente che ci sia stata un’offensiva cyber mirata a indebolire la capacità di reazione di Kiev in vista di un imminente attacco militare. Giovedì, nel giorno in cui Mosca ha attaccato l’Ucraina, il Consiglio europeo, oltre a condannare l’invasione, ha chiesto “alla Russia e alle formazioni sostenute dalla Russia di cessare campagne di disinformazione e cyber-attacchi”. Fino a ora, la risposta più concreta è arrivata dagli hacker di Anonymous. – [FONTE]

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