Salario minimo, favorevole l’86% degli italiani. Gli effetti economici della guerra spaventano

27/05/2022 – Tra le preoccupazioni percepite dagli italiani si fanno largo i timori per gli effetti economici della guerra. Redditi bassi e precarietà sono tra le principali paure che accomunano i cittadini e che, di conseguenza, spingono il consenso verso un misura tornata in auge nel dibattito pubblico: il salario minimo.

“Secondo un sondaggio Swg l’86% degli italiani ritiene il salario minimo un provvedimento necessario e utile, mentre la prima emergenza da affrontare sono redditi bassi e precarietà. Cosa aspettiamo dunque? Se le forze politiche hanno davvero a cuore la democrazia e il benessere della nostra società allora mettano in votazione il testo depositato al Senato dal Movimento 5 Stelle. L’Italia è purtroppo uno dei pochissimi Paesi europei a non avere introdotto il salario minimo, nel nostro Paese ci sono cinque milioni di persone che pur lavorando non riescono ad arrivare alla fine del mese e altri milioni di cittadini e cittadine che percepiscono buste paga davvero ridicole rispetto al resto dell’Europa.

Dati alla mano in Germania, il salario minimo è di 9,82 euro l’ora e il governo Scholz ha deciso di alzarlo entro la fine del 2022 a 12 euro l’ora portandolo a 1.621 euro al mese, in Francia invece è pari 1.603 euro. Ci sono poi Irlanda con 1.775 euro, Belgio con 1.658, Paesi Bassi con 1.725 euro l’anno di salario minimo e il Lussemburgo con 2.257 euro. Persino la Spagna ha avuto il coraggio di fare un cambio di passo. In Italia, invece, dove i contratti pirata hanno conquistato terreno e abbassato i minimi  salariali in tantissimi settori, i salari dignitosi sono un lusso. La disoccupazione, la precarietà, la povertà lavorativa non si combattono facendo finta di niente, è arrivato il momento di fare sul serio”, così in una nota Daniela Rondinelli, europarlamentare del Movimento 5 Stelle.

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