CONDANNATI 2 CONSIGLIERI REGIONALI DEL PIEMONTE: PER PERCOSSE AI DANNI DEL M5S

07/03/2014 – Per la zuffa nell’aula della Regione condannati a una multa due consiglieri Motta del Pdl e Boeti del Pd: l’episodio a fine dicembre quando si scontrarono un consigliere di Fratelli d’Italia, uno del Pd e due del Movimento 5 stelle
Proposero una legge per ridurre i compensi dei consiglieri regionali e filmarono la discussione in aula, i colleghi li spintonarono e minacciarono, dopo aver bocciato la proposta: finisce con una doppia condanna per percosse e minacce la vicenda delle botte in Consiglio regionale tra Massimiliano Motta (Fratelli d’Italia) e Nino Boeti (Pd) e i due consiglieri del Movimento 5 stelle, Davide Bono e Fabrizio Biolè. Motta e Boeti che quel 30 dicembre 2010 “ingaggiarono la rissa” sono stati condannati davanti al giudice di pace questa mattina a 250 euro di multa e 800 di risarcimento il primo e 200 euro di multa e 400 di risarcimento il secondo. Il giudice ha riconosciuto loro l’attenuante della provocazione perché Davide Bono nel suo intervento dopo la bocciatura della proposta di ridurre gli stipendi dei consiglieri: “Perché ovviamente non li avremmo fatti andare in giro in braghe di tela, proprio per questo abbiamo portato un po’ di denaro della banconote”.

PiemonteIl provvedimento giunge alla conclusione delle indagini avviate dal pubblico ministero Vincenzo Pacileo, a seguito della querela di parte presentata da Biolè e Bono dopo i fatti avvenuti nell’Aula di Palazzo Lascaris. “In quell’occasione io ed il collega Biolè – raccontò all’epoca Davide Bono – alla conclusione della discussione e bocciatura della nostra proposta di legge per la riduzione delle retribuzioni dei Consiglieri regionali, avevamo subito delle violenze sotto gli occhi di tutti i membri del Consiglio e della Giunta regionale presenti in Aula. Il Consigliere Boeti aveva spintonato e colpito alle spalle Biolè, mentre Motta, dopo avermi spintonato, mi prendeva addirittura a calci minacciandomi di “farmela pagare”. A tali gravi atti, indegni di un consesso civile e tanto più di un’Aula istituzionale,

non erano purtroppo seguiti adeguati provvedimenti di sanzione da parte della Presidenza del Consiglio Regionale; al contrario siamo stati pesantemente redarguiti per aver compiuto un gesto dimostrativo non violento, lanciando delle finte banconote, e per avere video-ripreso l’accaduto”. FONTE

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