ALTRO CHE TRASPARENZA, RENZI E IL SEGRETO DI STATO ALLE SPESE DI PALAZZO CHIGI

TrasparenzaLa soluzione ideale di Matteo Renzi per combattere la corruzione? «Trasparenza, trasparenza, trasparenza». Prima cosa da fare dopo che è scoppiato lo scandalo dell’Expo? «Trasparenza, mettere on line ]tutti gli appalti». È una vera e propria fissa per il premier. Fin dal primo giorno. «Dobbiamo avere il coraggio», disse nel discorso per chiedere la fiducia in Senato il 24 febbraio scorso, «di far emergere in modo netto, chiaro ed evidente che ogni centesimo speso dalla P.A. debba essere visibile online da parte di tutti. Questo significa un meccanismo rivoluzionario per cui ogni cittadino può verificare giorno dopo giorno ogni gesto che fa il proprio rappresentante». Trasparenza. Tanto importante che Renzi la usò come minaccia nei confronti degli enti locali il 18 aprile scorso: «Tutte le spese degli enti locali», twittò, «e anche di quelli centrali online entro 60 giorni. La previsione di legge già c’era ma non era sanzionata. Ora se il singolo comune non mi dà tutti i dati, noi riduciamo i trasferimenti». Una religione, quella della trasparenza. Per tutti. Meno uno: Renzi. Perché da quando è arrivato lui a Palazzo Chigi è accaduto l’esatto contrario. Fino alla fine del mese di gennaio 2014 tutti gli appalti della presidenza del Consiglio dei ministri erano davvero trasparenti. Uno per uno inseriti (magari con qualche ritardo) nel sito Internet www.governo.it in un’apposita sezione. Tutte le gare, tutti i contratti. Prima il bando, poi la notizia delle imprese o dei candidati che avevano concorso, poi la scelta motivata del vincitore, l’importo dell’appalto o della gara e in allegato in pdf il relativo contratto stipulato con l’amministrazione. Continua….DI FRANCO BECHIS

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