Conti correnti: le procedure, il decreto e cosa sapere

come-aprire-un-conto-corrente-bancario_c220d15346dd644a4e8f27b94e663d4cI risultati dei stress test condotti nel corso delle scorse settimane dalla BCE su tutte le banche dell’area UE, ed ovviamente anche su quelle italiane, ha riacceso un faro sull’analisi del mercato finanziario italiano, una analisi che non tocca da vicino solo i grandi investitori ma anche i piccoli risparmiatori.

Anche loro infatti vengono colti da diverse “riconsiderazioni” su quella che è la stabilità della propria banca e quindi, sull’opportunità di chiudere il conto corrente attualmente attivo per accenderne un altro presso un istituto diverso, uno che magari ci da maggiori garanzie di solidità e di convenienza.

I regolamenti su come aprire e come chiudere un conto corrente fanno ancora riferimento al famoso Decreto Bersani (soprattutto per quello che riguarda la chiusura) del 2007.

Vediamo innanzitutto qual’è la procedura tipica per aprire oggi un nuovo conto corrente. Se siete interessati ad aprire un conto presso una banca tradizionale dovrete recarvi in una filiale con tanto di documento di identità in corso di validità ed il vostro codice fiscale. In alcuni casi, dipende da banca a banca, potrebbero esservi richieste delle garanzie per l’apertura del conto; la garanzia che viene più comunemente richiesta è quella della busta paga.

Se invece state pensando di aprire un conto corrente online allora dovrete sempre dotarvi di un documento di identità e del codice fiscale, ma potrete gestire tutte le operazioni propedeutiche alla apertura direttamente dal pc di casa vostra, inviando la predetta documentazione via email o via fax.

Vediamo invece ora quali sono gli atti propedeutici alla chiusura di un conto corrente (su questa pagina, ad esempio, si possono ottenere molte informazioni a riguardo): innanzitutto si deve comunicare alla banca la nostra intenzione di spegnere il conto e lo si può fare recandosi in filiale oppure inviando al nostro istituto di riferimento una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Prima che il conto venga chiuso bisogna accertarsi che non ci siano bonifici in entrata o in uscita ancora non eseguiti. Se esistono dei pagamenti ricorrenti legati al conto corrente essi dovranno essere cancellati o in alternativa spostati su un nuovo conto; pensiamo ad esempio al pagamento delle rate del mutuo, o ai flussi RID per la pay tv o per l’abbonamento telefonico, o il pagamento delle utenze di casa. Andranno tutti estinti o migrati.

Inoltre se il conto è in rosso bisognerà appianare quanto prima il debito con la banca saldando anche gli eventuali interessi passivi.

Infine bisognerà consegnare alla banca eventuali carte di credito, carte prepagate, bancomat, lettori pos e libretti di assegni in nostro possesso.

Solo quando tutti questi passi sono stati espletati la banca può procedere alla chiusura del conto. Chiusura che, come stabilito dal Decreto Bersani, non deve avere costi a carico degli utenti se non quelli di istruttoria che comunque sono molto contenuti. Il tutto al fine di non penalizzare gli utenti che decidono di passare da una banca all’altra.

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