In merito alla notizia-bufala di un presunto attentato a Gianfranco Fini.
Il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, è stato condannato a due mesi di arresto, convertiti poi in un’ammenda di 15 mila euro, per la falsa notizia di un attentato a Gianfranco Fini. A rivelarlo è stato un articolo apparso sul Corriere della sera del 18 dicembre.
REATO DI PROCURATO ALLARME. Il reato imputato al giornalista è stato quello di procurato allarme. In un articolo pubblicato nella prima pagina di Libero del 27 dicembre 2010, veniva enfatizzata la soffiata di una fonte (mai conosciuta dal direttore) su un progetto di attentato all’allora presidente della Camera, per poi farne ricadere la colpa su Silvio Berlusconi. La notizia, che poi si rivelò senza fondamento, mobilitò e allarmò tutte le forze dell’ordine in Italia. La fonte del direttore fu poi scoperta dalla polizia: successivamente i militari avevano rilevato che si trattava di una persona il cui desiderio era quello di prendersi gioco della carta stampata italiana. NIENTE CARCERE PER BELPIETRO. Belpietro era stato assolto nel 2011 dal giudice per le indagini preliminari Cristina Di Censo. Tuttavia la Cassazione, nel 2012, aveva annullato la prima pronuncia della magistratura. Il 18 dicembre il gip Roberta Nunnari ha emesso un decreto penale di condanna a due mesi di fermo. Il decreto esclude «l’esimente di un preteso diritto di informazione» per «totale assenza» di «qualsiasi connotato di serietà» in mancanza di una «anche minima verifica possibile»: «la ‘confidenza’ è diventata ‘notizia’ solo in ragione della sua diffusione e dell’allarme destato». La pena detentiva per il gip non contrasta con Strasburgo perché il no al carcere per i giornalisti è nei casi di diffamazione e i precedenti penali hanno negato al direttore le attenuanti. (Adnokronos)