- L’addio all’imparzialità: Portare l’ex capo militare di una delle parti in causa direttamente dentro le stanze del Ministero della Difesa italiano azzera ogni residua credibilità dell’Italia come potenziale mediatore di pace.
- Il business dei droni: La nomina risponde alla logica dei colletti bianchi dell’industria bellica e delle grandi partecipate della Difesa, interessate a importare i “test sul campo” delle tecnologie d’attacco di per accelerare la militarizzazione tecnologica nazionale.
- L’ipocrisia dei due pesi e due misure: Il centrodestra, che a parole difende la sovranità e il rigore istituzionale, arruola come consigliere strategico un ex ministro straniero rimosso per conflitti con il proprio apparato militare e refrattario ai controlli anti-corruzione del suo stesso Paese.