La Basilicata affoga nel petrolio, ospita il giacimento su terraferma più grande d’Europa, eppure i lucani pagano la benzina a tariffa piena alla pompa. Perché?
Nel settembre 2026, mentre una drammatica crisi internazionale nello Stretto di Hormuz fa impennare i prezzi dei carburanti e costringe l’Italia a importare il costosissimo GNL americano via nave, il governo centrale vara un decreto d’urgenza. La parola d’ordine è “sovranità energetica” e la Basilicata viene promessa all’opinione pubblica come la salvezza della nazione. Vengono inviati Commissari Straordinari di Stato con superpoteri speciali, capaci di scavalcare sindaci, leggi regionali e vincoli ambientali pur di forzare nuove trivellazioni.
Dalla ricostruzione storica delle prime ricerche dell’ENI di Enrico Mattei fino alla radiografia profonda di Castelsaraceno – il borgo “inviolato” che la complessa geologia profonda ha salvato dalle trivelle, permettendogli di rinascere grazie al turismo sostenibile del Ponte tibetano più lungo del mondo –, questo libro scardina le bugie del centralismo fossile.
Non è solo una denuncia. È il “Manifesto del Riscatto”: un pacchetto di proposte concrete – dall’istituzione di un Fondo Sovrano Generazionale al potenziamento indipendente dell’ARPAB, fino alla trasformazione del Bonus Gas in Comunità Energetiche Rinnovabili diffuse – per dimostrare che l’autentica ricchezza della Lucania non risiede nell’oro nero sepolto nell’oscurità, ma nella straordinaria bellezza della sua superficie e nel diritto dei suoi cittadini di decidere del proprio futuro.