I nodi della contesa sulla legge elettorale e i capilista bloccati (I parlamentari):
Sebbene la legge introduca formalmente il meccanismo delle preferenze (per cui l’elettore può scrivere un nome), mantiene comunque i capilista bloccati. Di fatto, i capi di partito vengono inseriti automaticamente in cima alle liste e hanno la certezza matematica di essere eletti prima di chiunque altro, limitando fortemente la reale libertà di scelta dei cittadini.
L’indicazione del Premier: La legge prevede l’obbligo per i partiti di indicare il nome del candidato premier e il programma al momento del voto. Tuttavia, la Costituzione italiana assegna la nomina del Presidente del Consiglio al Presidente della Repubblica (Articolo 92). L’idea di un premier “scelto direttamente” dai cittadini viene quindi criticata come una forzatura istituzionale o uno spot politico, poiché formalmente le elezioni politiche servono solo a eleggere il Parlamento, non il capo del governo.
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Il premio di maggioranza: Il nucleo centrale della norma attribuisce un massiccio premio di seggi (70 deputati e 35 senatori extra) alla coalizione che raggiunge il 42% dei voti. I critici sottolineano che questo meccanismo serve più a garantire il controllo del Parlamento e l’autoconservazione della maggioranza che a dare reale potere di scelta agli elettori!!!