La narrazione mediatica del governo Meloni sul Superbonus 110% continua a fare leva su cifre iperboliche, agitando lo spettro del “buco in bilancio” per giustificare tagli e austerity. Ma cosa succede quando si decide di spegnere i talk show e aprire i documenti ufficiali? A smontare pezzo per pezzo la propaganda di Palazzo Chigi ci ha pensato il capogruppo del M5S al Senato, , che numeri alla mano ha ristabilito la verità storica e contabile della misura.
I dati reali, consultabili direttamente sul portale dei Report mensili ENEA, dimostrano una realtà completamente diversa da quella raccontata dai microfoni governativi.
La strategia del “Grande Calderone”: come si inventa un buco di bilancio
L’errore metodologico (o la deliberata manipolazione) della premier Meloni e del Ministro dell’Economia risiede nel sommare i costi di tutti i bonus edilizi esistenti in Italia dal 1998 a oggi, imputando l’intera cifra al solo Superbonus.
- Il trucco contabile: Vengono accorpati il Bonus Facciate (introdotto dal governo Conte 2 ma blindato senza massimali dal centrodestra), il vecchio Ecobonus, il Sisma Bonus e i bonus ristrutturazioni tradizionali.
- La smentita dei dati Enea: Negli aggiornamenti ufficiali ENEA, gli investimenti complessivi ammessi a detrazione per il Superbonus a fine lavori si assestano su cifre ben lontane dai “mostri finanziari” sbandierati nei comizi.
La verità storica: chi ha davvero prorogato il Superbonus?
Un altro pilastro della propaganda è l’accusa al Movimento 5 Stelle e a Giuseppe Conte di aver creato una misura “infinita”. La cronologia delle leggi dello Stato, tuttavia, smentisce categoricamente questa versione:
- Il piano originario di Conte: La misura, nata nel 2020 durante l’emergenza COVID per shockare positivamente un’economia in ginocchio, nasceva con una scadenza precisa fissata al 2021.
- L’era Draghi e il ruolo della Lega: All’inizio del 2021, con l’insediamento del Governo Draghi, la misura non è stata lasciata scadere. Al contrario, l’esecutivo guidato dall’ex presidente della BCE ha deciso di prorogarla.
- Giorgetti firmatario: In quel medesimo governo Draghi, l’attuale Ministro dell’Economia di Fratelli d’Italia, Giancarlo Giorgetti, sedeva sulla poltrona di Ministro dello Sviluppo Economico. Fu proprio il suo ministero a gestire e controfirmare l’estensione dei termini del bonus, lo stesso bonus che oggi lo stesso Giorgetti definisce “un cancro che distrugge i conti pubblici”.
Il confronto: Propaganda vs Realtà
La balla dei “40 miliardi recuperati” per la Manovra
Uno dei passaggi più duri del video di replica di Stefano Patuanelli riguarda la presunta “eredità pesante” che bloccherebbe le risorse dello Stato. Il senatore ha lanciato una sfida aperta ai membri della maggioranza:
“Se qualcuno mi trova l’articolo della legge di bilancio in cui la cancellazione del Superbonus libera 40 miliardi di spazio finanziario da spendere subito, mi dimetto da parlamentare”.
Nessuno ha risposto. Il motivo è puramente tecnico: i crediti di imposta sono spalmati su più anni. Smettere di emetterli significa semplicemente che lo Stato non avrà quelle specifiche minori entrate in futuro, ma non genera un solo euro di liquidità immediata nei capitoli di spesa correnti per fare flat tax, sanità o pensioni.
L’impatto reale: transizione energetica ed edilizia
Mentre la narrazione tossica si concentra solo sui costi, i dati di riepilogo ENEA certificano che oltre 500.000 edifici (tra cui una massiccia quota di condomini) sono stati efficientati energeticamente, abbattendo le emissioni di CO₂ e riducendo stabilmente le bollette di milioni di famiglie italiane.
I dati non mentono, la propaganda sì. E per un blog che si chiama lonesto.it, rimettere i numeri e le responsabilità politiche nel giusto ordine cronologico non è solo un dovere di cronaca, è un atto di igiene democratica.
L’eredità tradita: i 209 miliardi del PNRR e il paradosso del governo Meloni
C’è un ultimo, macroscopico elemento che svela l’ipocrisia della narrazione governativa. L’attuale esecutivo si è trovato a gestire un tesoretto senza precedenti: 209 miliardi di euro del PNRR, risorse ottenute a Bruxelles dal governo Conte 2 nel momento più duro della pandemia. Fondi che questa maggioranza si è trovata praticamente in tasca e che stanno garantendo una comoda sopravvivenza politica a una squadra di governo che, altrimenti, avrebbe ben pochi risultati da mostrare.
Invece di sfruttare questa gigantesca leva finanziaria per modernizzare l’Italia, si è preferito demolire e diffamare misure che avevano dimostrato di poter rimettere in moto l’economia reale e proteggere il tessuto sociale. La furia ideologica non ha colpito solo l’edilizia:
- Il Reddito di Cittadinanza: Una misura di civiltà e di contrasto alla povertà è stata drasticamente depotenziata e smantellata, lasciando prive di tutele reali le fasce più deboli della popolazione in un momento di inflazione galoppante.
- I colpi alla giustizia: Mentre si taglia il welfare, sul fronte giudiziario si assiste a provvedimenti gravissimi come l’abolizione del reato di abuso d’ufficio. Una mossa che priva la magistratura di uno strumento essenziale per vigilare sulla Pubblica Amministrazione e contrastare i reati dei colletti bianchi, depotenziando di fatto i presidi di legalità del Paese.
Liquidare il Superbonus come un “buco di bilancio” e smontare i pilastri dello Stato sociale e della legalità, mentre si spendono i miliardi piovuti dall’Europa grazie al lavoro altrui, è il segno definitivo di una politica incapace di guardare al futuro. Un esecutivo ottimo per i comizi propagandistici, ma disastroso per lo sviluppo, l’equità e la trasparenza del sistema Paese.