Cronaca

CARCERI BLINDATE: LO SCHERMO ANTI-MAFIA DI GRATTERI SPEGNE I TELEFONI DEI BOSS

By admin

September 27, 2026

A settembre 2026 si è conclusa con un successo totale nel carcere di Secondigliano a Napoli la sperimentazione del primo sistema “jammer” strutturale in Italia, un progetto pilota fortemente invocato dal Procuratore della Repubblica di Napoli, . I dati emersi tracciano il bilancio di una vera e propria svolta nella lotta alla criminalità organizzata: lo scudo elettronico ha neutralizzato circa 24.000 comunicazioni illecite, impedendo ai detenuti di connettersi con l’esterno. 

L’Obiettivo: Recidere il Cordone Ombelicale delle Cosche

Per anni i penitenziari italiani sono stati vulnerabili all’ingresso di microcellulari e smartphone clandestini, introdotti persino tramite droni. Questa tecnologia punta a risolvere il problema alla radice:

La Voce del Personale: il Plauso dell’USPP e il Nodo dell’Organico

I sindacati della Polizia Penitenziaria hanno accolto la notizia con forte entusiasmo, ma non senza lanciare un chiaro monito sul futuro del sistema penitenziario.

I vertici dell’USPP (Unione Sindacati Polizia Penitenziaria) hanno definito la sperimentazione “un grande successo”, sottolineando la gravità del fenomeno preesistente: 

“I cellulari in carcere rappresentano una seria criticità non soltanto per la sicurezza degli istituti, ma anche per il lavoro quotidiano della polizia penitenziaria costantemente impegnata nel contrasto all’illegalità.” [1]

Il sindacato ha espresso grande soddisfazione per l’efficacia dei dispositivi nel bloccare le comunicazioni dei clan, ma ha chiarito che la tecnologia da sola non può colmare i deficit strutturali: accanto ai jammer, serve un potenziamento immediato del personale di vigilanza, da tempo sotto organico e sottoposto a carichi di lavoro logoranti. 

Il Sostegno delle Istituzioni e il Futuro del Piano

Il successo di Secondigliano segna l’inizio di una nuova strategia nazionale. Il Sottosegretario alla Giustizia  ha annunciato ufficialmente il completamento perfetto del test tramite i canali del Ministero della Giustizia: 

“Da oggi i telefonini in carcere saranno del tutto inutili. La sperimentazione dell’inibitore nel carcere di Secondigliano è riuscita alla perfezione. Si tratta del primo istituto, ma presto ne seguiranno altri.” 

La svolta ripaga la storica battaglia del Procuratore Gratteri, il quale ha commentato a caldo: “Non è mai troppo tardi: sono 10 anni che lo dico e, finalmente, il primo jammer è stato installato”. Il piano del Ministero punta ora a estendere progressivamente la schermatura tecnologica a tutti gli istituti penitenziari italiani, privando definitivamente le mafie del controllo remoto dei loro territori.