Campania

Difendere la libertà di stampa significa difendere la democrazia: “La Costituzione è l’unico scudo contro il bavaglio di Stato”

By admin

October 22, 2026

Nel suo ultimo intervento a Roma, Luigi de Magistris traccia la linea di confine: difendere la libertà di stampa significa difendere la democrazia. L’attuazione della Carta del 1948 è l’arma per scardinare il sistema.

ROMA – Non è stato un semplice discorso, ma una vera e propria chiamata alle armi civili. Al Teatro Italia di Roma, di fronte a una platea gremita, Luigi de Magistris ha pronunciato parole che lasciano il segno, riaccendendo i riflettori su una delle ferite più sanguinose del nostro presente: la minaccia alla libertà d’informazione.

Il nucleo del suo intervento è tanto semplice quanto dirompente: la Costituzione Italiana non è un pezzo di carta da celebrare nelle ricorrenze, ma l’unico strumento politico e sociale capace di scardinare l’attuale assetto di potere e arginare quella che definisce senza mezzi termini una “censura di Stato”.

La Costituzione come contropotere

Secondo de Magistris, la crisi della libertà di stampa non è un fatto isolato, ma il sintomo di un progressivo allontanamento dai valori dei padri costituenti. “L’attuazione integrale della Costituzione”, ha spiegato l’ex sindaco di Napoli, è la vera chiave di volta per restituire dignità ai cittadini e garantire il diritto a essere informati in modo libero e indipendente. Applicare la Carta significa, di fatto, mettere in crisi chi gestisce il potere verticale.

I punti nevralgici del suo discorso si articolano su tre pilastri fondamentali:

Una via d’uscita collettiva

L’analisi di de Magistris si distingue per la sua capacità di non scivolare nel fatalismo. C’è una via d’uscita, ed è collettiva. La difesa dei diritti non può essere delegata: richiede la partecipazione del popolo, il vero custode di quella sovranità sancita dall’Articolo 1 della nostra Repubblica.

Il messaggio uscito dal Teatro Italia è chiaro: difendere i giornalisti, tutelare le voci fuori dal coro e pretendere la verità non sono battaglie di categoria. Sono l’unico modo che ci resta per salvare la democrazia stessa.