Il monaco e abate del kung-fu, a capo del più famoso tempio buddhista cinese è stato condannato a 24 anni di carcere per appropriazione indebita e corruzione

01/06/2026 – L’ex abate del Tempio Shaolin, Shi Yongxin, è stato condannato in Cina a 24 anni di carcere per gravi reati di corruzione e appropriazione indebita. Le indagini hanno rivelato che ha sottratto oltre 151 milioni di yuan e ha elargito tangenti a funzionari pubblici, portando alla revoca del suo certificato monastico. La notizia ha avuto una vasta eco mediatica globale.

Per il modo in cui aveva gestito il tempio Shi era stato soprannominato il «monaco amministratore delegato». È riuscito a far crescere da 2 a 7 milioni il numero di turisti che ogni anno visitano a pagamento il tempio, fra cui molti turisti internazionali. Sfruttando il marchio del tempio, Shi ha anche aperto diverse scuole di arti marziali e istituti culturali fuori dalla Cina, e più recentemente ha creato dei corsi frequentabili anche online.

Shi ha confessato i reati e ha detto che non farà ricorso. Lo scorso anno era stato anche accusato di aver avuto rapporti con più donne e di avere almeno un figlio illegittimo, in contrasto con i principi buddhisti che prevedono la castità. Per questo l’Associazione buddhista cinese gli aveva revocato temporaneamente il titolo di monaco. Il processo in cui è stato condannato non si è occupato di queste accuse.