{"id":10137,"date":"2014-11-06T16:28:51","date_gmt":"2014-11-06T16:28:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=10137"},"modified":"2014-11-06T16:28:51","modified_gmt":"2014-11-06T16:28:51","slug":"la-resa-dei-conti-a-livello-mondiale-sta-arrivando-la-realta-e-ben-diversa-nascosta-e-taciuta-dai-media","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=10137","title":{"rendered":"La Resa Dei Conti a Livello Mondiale sta Arrivando: La realta&#8217; \u00e8 ben diversa, nascosta \u00e8 taciuta dai media"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/obama.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-10138 alignleft\" alt=\"obama\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/obama-300x182.jpg\" width=\"300\" height=\"182\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/obama-300x182.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/obama-90x55.jpg 90w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/obama.jpg 568w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;La peggiore in assoluto, tra tutte le battaglie perse, \u00e8 quella che si \u00e8 deciso di non combattere&#8221; Da oggi, la resa dei conti si avvicina. L&#8217;elezione americana ci propone alcuni dati sui quali riflettere. I pi\u00f9 importanti, a mio avviso, sono i seguenti:<\/p>\n<p>a). Occupywallstreet ha dimostrato, conti alla mano, di essere stata una furibonda (e vincente) forza di opposizione politica all&#8217;attuale sistema politico-finanziario. Ha risvegliato gli americani, li ha scossi dal torpore e dal rimbecillimento dell&#8217;era Bush-Obama, e invece di proporre molteplici (quanto complesse) piattaforme alternative, si \u00e8 fatto latore -a nome della cittadinanza statunitense- di un unico solido punto, unificante e aggregante di realt\u00e0 molto diverse e trasversali: l&#8217;assoluta necessit\u00e0 di imbavagliare per sempre i colossi della finanza, sottrarre la politica al ruolo subalterno che ha oggi rispetto al mondo della finanza, e da l\u00ec ripartire (nel rispetto specifico delle diverse tematiche locali storiche, sia della destra che della sinistra) andando a gestire un nuovo modello di gestione della collettivit\u00e0 e dei beni comuni. Una parte del movimento ha stimolato, pungolato, avvertito, allertato Obama e il Partito Democratico, che non avrebbero fatto alcuno sconto perch\u00e9 quella era una battaglia che (come si legge nei loro siti) &#8220;non \u00e8 possibile non combattere pena l&#8217;estinzione della societ\u00e0 civile come modello di umani liberi, indipendenti e pensanti&#8221;. I democratici, invece, nel nome (come sempre) della ragion di Stato, hanno scelto di seguitare a mediare, gestendo un gigantesco compromesso con le banche e la finanza. Il risultato \u00e8 stato che circa un mese fa i nuclei pi\u00f9 attivi e noti del movimento hanno dato l&#8217;annuncio fatale che sintetizzava la loro posizione politica: &#8220;non ci fidiamo pi\u00f9; quindi, non andremo a votare&#8221;.<\/p>\n<p>E&#8217; ci\u00f2 che si \u00e8 verificato.<br \/>\nBasterebbe prendere in considerazione i primi dati statistici forniti.<br \/>\nSu 212 milioni di elettori aventi diritto, si sono recati alle urne soltanto 81 milioni, pari al 36,8%. In alcuni stati la percentuale \u00e8 scesa addirittura al 18%.<br \/>\nI primi sondaggi ci rivelano che di quei 81 milioni il 55% \u00e8 ricco o molto ricco.<br \/>\nI dati ci spiegano che per il 75% di quei votanti, che vincano i democratici o i repubblicani \u00e8 irrilevante perch\u00e9 il loro valore primario non \u00e8 la salute della comunit\u00e0 bens\u00ec il danaro.<br \/>\nIl 76% dei giovani dai 16 ai 30 anni non \u00e8 andato a votare.<br \/>\nLa giovanissima America ha definitivamente mandato in pensione la democrazia parlamentare rappresentativa: questo \u00e8 il primo segnale forte.<br \/>\nI cinque colossi finanziari della nazione hanno investito circa 4 miliardi di euro per finanziare i candidati, su entrambi i fronti. Anche negli stati dove hanno vinto i democratici, le persone elette sono tutte al servizio della finanza, che lo sappiano o meno.<br \/>\nIl nuovo Congresso, quindi, non rappresenta pi\u00f9 il paese, bens\u00ec una ristretta minoranza.<br \/>\nCNN apriva il suo sito on line con l&#8217;annuncio &#8220;Gli Stati Uniti cambiano sistema di potere&#8221;.<br \/>\nIl Wall Street Journal ha usato la stessa identica espressione (sono una etnia pragmatica e diretta) chiarendo che &#8220;per fortuna&#8221; (secondo loro) la finanza che controlla il mercato planetario adesso avr\u00e0 le briglie sciolte. Il che vuol dire che aumenteranno le sperequazioni sociali e l&#8217;America si avvia verso un periodo di gravi turbolenze sociali.<\/p>\n<p>b). Questo risultato dimostra che il danaro non basta pi\u00f9 come leva.<br \/>\nE&#8217; un paradosso, ma \u00e8 ci\u00f2 che alimenta il mio cauto ottimismo.<br \/>\nNon bastano pi\u00f9 le elemosine. Gli americani hanno incorporato ormai il concetto base per cui la classe politica dirigente (che sia democratica o repubblicana) li tiene in uno &#8220;stato di sopravvivenza&#8221; e non intende far evolvere la societ\u00e0 andando ad attaccare i privilegi costituiti. Quindi, i &#8220;contentini&#8221; non funzionano pi\u00f9.<\/p>\n<p>Le borse esultano, la finanza brinda.<br \/>\nObama pensava che con un&#8217;economia in netta ripresa (un pil a +4,6% quest&#8217;anno, pari a un incremento della ricchezza interna prodotta di circa +800 miliardi) e una disoccupazione scesa al 5,7% la gente lo avrebbe premiato. E invece no.<br \/>\nI dati ci spiegano che di quegli 800 miliardi, il 92% viene distribuito tra il 9% della popolazione. Quindi, gli americani pensanti (che leggono i dati e hanno informazioni) se ne fregano se il pil va su o va gi\u00f9 e se l&#8217;economia tira o non tira: per loro non cambia un bel nulla. Perch\u00e8 i salari non vengono aumentati e se \u00e8 vero che la disoccupazione non \u00e8 un problema, \u00e8 anche vero che quella che un tempo era la spina dorsale dell&#8217;America, quella del grande sogno, la terra delle opportunit\u00e0 per tutti, non esiste pi\u00f9, perch\u00e8 la classe media \u00e8 stata abbattuta senza piet\u00e0, condannata a sopravvivere ma niente di pi\u00f9.<br \/>\nGli americani -a differenza di noi- si sono paradossalmente liberati dall&#8217;assillo del considerare il danaro come primo valore assoluto dell&#8217;esistenza. Hanno preteso di pi\u00f9. Hanno chiesto di pi\u00f9. Hanno voluto di pi\u00f9. Obama non glie lo ha dato. E&#8217; stato quindi identificato come un socio un po&#8217; riottoso della casta. Ma pur sempre un socio.<\/p>\n<p>c). Occupywallstreet aveva avanzato un&#8217;unica richiesta negli incontri svoltisi tra il nucleo che compone il management operativo e Joe Biden, il vice-presidente: riapplicare immediatamente il celeberrimo Steagall Act di rooseveltiana memoria mettendo le briglia dello Stato sulla finanza allegra e mandare sotto processo i responsabili della crisi finanziaria del 2008. Obama non \u00e8 stato in grado di farlo perch\u00e9 ha scelto la strada del compromesso. E il popolo americano lo ha abbandonato sottraendo il proprio credito di fiducia, lasciandolo da solo.<\/p>\n<p>Vedremo subito che cosa accadr\u00e0, dipende dalle ambizioni personali di Obama, il quale ha di fronte un&#8217;unica scelta: la propria fama o il partito. Se sceglie il consociativismo con un senato in mano ai repubblicani, forse i democratici vinceranno anche le elezioni nel 2016, con una percentuale di votanti calcolata oggi intorno al 25-30% della popolazione, com&#8217;era ai primi del &#8216;900. Se invece fa valere il proprio potere, va allo scontro frontale con il potente senato, correndo il rischio che -se va male- il partito ne esce massacrato insieme a lui.<br \/>\nSanno gi\u00e0 tutti che sceglier\u00e0 la prima strada, lui \u00e8 un abilissimo diplomatico e uomo di grande compromesso.<\/p>\n<p>Questo risultato elettorale in Usa \u00e8 il frutto di una loro trattativa Stato-mafia, nella sua attuale versione aggiornata post-moderna: da una parte il governo centrale, dall&#8217;altra chi gestisce la finanza.<\/p>\n<p>Le mafie, oggi, qui intese come la consueta forma storica della criminalit\u00e0 organizzata, si sono adattate al nuovo territorio che sono andate a occupare nel 1993 e nel 2008, quando hanno foraggiato la grande finanza in crisi di liquidit\u00e0 e l\u00ec si sono fuse in un perfetto amalgama strategico.<br \/>\nOggi, i veri &#8220;terroristi mafiosi&#8221; non sono pi\u00f9 i picciotti che chiedono il pizzo o gestiscono i traffici di droga spicciola o lo schiavismo prostitutorio. Il vero &#8220;terrorismo mafioso&#8221; \u00e8 quello dei consigli di amministrazione dei grossi colossi della finanza e delle banche, che in pancia hanno enormi quantit\u00e0 di bpt (buoni poliennali del tesoro) e quindi possono ricattare lo Stato quando e come vogliono.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 ci\u00f2 che fanno.<\/p>\n<p>Noi, in Italia, stiamo toccando con mano, in questi giorni, l&#8217;assaggio di questa nuova forma di trattativa: si chiama Monte dei Paschi di Siena.<br \/>\nIl management operativo di quella banca \u00e8 stato condannato da un regolare tribunale italiano a pene detentive che variano da 1 anno e mezzo a 3 anni. E&#8217; stato quindi accertato il principio della loro negligenza ai danni del contribuente.<br \/>\nLa banca \u00e8 sopravvalutata e, in teoria, dovrebbe portare i libri in tribunale e dichiarare fallimento. C&#8217;\u00e8 un problema, per\u00f2.<br \/>\nEcco come vedo il neo-terrorismo finanziario: la banca in questione, nel territorio in cui opera e ha operato, \u00e8 sempre stata un punto di riferimento nella gestione della finanza locale a disposizione della classe politica dirigente. Si \u00e8 sempre messa a disposizione dello stato centrale riempiendosi la pancia di buoni del tesoro, ne ha diverse decine di miliardi; cos\u00ec facendo ha contribuito ad abbassare il tasso, consentendo allo stato centrale di pagare una cifra pi\u00f9 bassa di interessi. E&#8217; ci\u00f2 che consente a un istituto finanziario di essere identificato come &#8220;banca strategica&#8221;; quindi, se fallisce, deve vendere i suoi buoni per pagare i debiti, il che comporta un salasso da parte dello Stato. Nei decenni questo giochetto ha sempre funzionato e si sono tenuti bordone a vicenda. Adesso che \u00e8 arrivata la stretta di una nuova regolamentazione europea, questo giochetto non funziona pi\u00f9.<br \/>\nEsistono quindi due ipotesi:<\/p>\n<p>1. Lo Stato Italiano fa ci\u00f2 che ha fatto la Gran Bretagna nel 2008, quando si trov\u00f2 in una situazione analoga, con una loro banca privata che valeva 100 volte di pi\u00f9 del Monte dei Paschi, la Royal Bank of Scotland, esposta per ben 400 miliardi di dollari scoperti. Impiegarono un pomeriggio per risolvere la questione: venne nazionalizzata.<\/p>\n<p>2. La banca si affida a capitali freschi sul libero mercato e chiede un breve tempo per risolvere i propri conti. Qui nasce un problema molto serio. Anzi, serissimo.<br \/>\nPerch\u00e9 va da s\u00e9 che chiunque si presenti al Monte dei Paschi, magari con un bell&#8217;assegno da 10 miliardi di euro cash subito e altri 10 di l\u00ec a tre mesi, automaticamente diventa proprietario di buoni del tesoro. E uno cos\u00ec tiene per il collo la nazione, non solo.<br \/>\nIn prospettiva (forse, chi lo sa) che l&#8217;Italia possa uscire dall&#8217;euro, essendo il Monte dei Paschi uno dei pi\u00f9 forti azionisti che detiene il pacchetto di controllo della Banca d&#8217;Italia, quello l\u00ec sar\u00e0 tra coloro che stampano moneta. Quindi, chi si prende la banca pu\u00f2 ricattare lo Stato come e quando vuole.<br \/>\nA questo bisogna aggiungere il fatto che l&#8217;eventuale nuovo proprietario viene ad avere la documentazione ufficiale relativa a tutti i pasticci clandestini della banca che coinvolgono parte della classe politica italiana, quindi potrebbe diventare &#8220;oggettivamente&#8221; un soggetto politico che siede al tavolo con ministri, sottosegretari, senza che noi lo sappiamo.<\/p>\n<p>Certo, se la nazionalizzano, va sotto stretto controllo giuridico, sia italiano che europeo, ed \u00e8 finita la pacchia per le clientele.<br \/>\nMa se non la nazionalizzano, si corre il rischio che finisca nelle mani di chi potrebbe avere come obiettivo quello di ingoiare in un solo boccone il territorio economico nazionale.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il dilemma attuale.<br \/>\nE questa \u00e8 la ragione per cui non \u00e8 la prima notizia in tutti i talk show, in tutti i telegiornali, su tutta la stampa. Meglio non parlarne.<\/p>\n<p>Basterebbe un esempio facile facile per spiegare di che si tratta.<br \/>\nLuned\u00ec scorso nel corso del tg su La7, il buon Mentana, un professionista di lungo corso, da sempre fornito di fonti attendibili, gli dedica ben 15 secondi. Infatti, nel commentare l&#8217;ennesima caduta in borsa del titolo aggiunge: &#8230; sembra che ci sia un interessamento di una banca cinese che si \u00e8 fatta sotto dichiarandosi disponibile a entrare versando ben 10 miliardi subito&#8230;.staremo a vedere.<br \/>\nFine della notizia senza nessun altro commento.<br \/>\nIl mattino dopo arriva da Hong Kong la conferma della notizia data da Mentana e il titolo riprende quota in borsa.<br \/>\nQualche ora dopo arriva la Consob, l&#8217;ente che gestisce il controllo della borsa, e dichiara di avere avviato una ispezione relativa a certe voci che attribuiscono l&#8217;interesse di una banca asiatica per il titolo sospeso per rialzo&#8230;la Consob ha avviato una ispezione per controllare la veridicit\u00e0 delle voci nel tentativo di evitare ogni forma di speculazione sul titolo.<br \/>\nTranne un breve dispaccio dell&#8217;Ansa, nessuno ha commentato la notizia.<br \/>\nLo ha fatto il Wall Street Journal e la stampa internazionale che segue la finanza.<br \/>\nSembra quasi fatta. Almeno sulla carta.<br \/>\nSi dice addirittura che accordi in tal senso siano stati gi\u00e0 siglati un mese fa a Milano quando il presidente della Cina ha incontrato ufficialmente il caro leader.<br \/>\nSe questo avvenisse, si tratterebbe di un massiccio intervento finanziario della Cina dentro i polmoni finanziari della Repubblica Italiana, con il semaforo verde del nostro governo e direi di tutte le forze politiche, visto che mi sembra che nessuno si sia attivato su questa vicenda.<\/p>\n<p>Chi segue i teatri geo-politici ed \u00e8 bene informato ci rivela che si tratta di una strategia quinquennale della Cina, di cui si discute negli ambienti economici: usare Monte dei Paschi di Siena come cavallo di Troia per poi, una volta ben dentro al territorio, papparsi in un boccone l&#8217;intero sistema di infrastrutture del porto di Livorno e poi quello di Genova (magari attraverso la banca ligure Carige). La stessa identica operazione che \u00e8 andata a buon fine -con tragico silenzio dell&#8217;intera Europa- nella disastrata Grecia, sedici mesi fa, quando hanno prima acquistato quattro banche e poi hanno preso, a prezzi di saldo, il 96% delle azioni del porto del Pireo. Si tratta di una vera e propria operazione militare, cos\u00ec deve essere considerata dagli spiriti pi\u00f9 sensibili e consapevoli.<br \/>\nUna volta presi i porti italiani, la Cina sar\u00e0 pronta ad andare all&#8217;attacco del porto di Rotterdam, tuttora il pi\u00f9 importante porto commerciale del pianeta Terra.<\/p>\n<p>E&#8217; mai possibile, mi chiedo, che di tutto ci\u00f2 non si discuta ampiamente sui giornali, e non ci sia nessuna forza parlamentare che ha l&#8217;ardore patriottico e l&#8217;ardire civico di inchiodare Ministero degli Interni, Ministero dell&#8217;Economia e Ministero del Tesoro alle loro responsabilit\u00e0, pretendendo in una interrogazione parlamentare aperta a tutti, che vengano dispiegate sul tavolo tutte le carte relative alla situazione del Monte dei Paschi di Siena?<\/p>\n<p>Ha ragione lo scrittore tedesco: &#8220;stiamo dentro la terza guerra mondiale, ma la gente non lo sa&#8221;.<\/p>\n<p>Questi sono i nuovi teatri che da oggi, con i colossi finanziari planetari ben sistemati dentro al congresso Usa e un Obama ammanettato, (perch\u00e9 colpevole di reticenza e di eccesso di mediazione compromissoria) noi tutti siamo chiamati a confrontarci.<\/p>\n<p>E&#8217; il vero scenario dello scontro attuale.<\/p>\n<p>Non partecipare a questo spettacolo, vuol dire essersi arresi alla definitiva invasione della Repubblica Italiana senza neppure aver tentato o cercato di combattere. Da cui la citazione sopra. \u00a0<a href=\"http:\/\/www.pressnewsweb.it\/2014\/11\/obama-non-ha-perso-le-elezioni-la.html\">fonte<\/a><\/p>\n<p>Tratto da un articolo di Sergio Di Cori Modigliani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>&#8220;La peggiore in assoluto, tra tutte le battaglie perse, \u00e8 quella che si \u00e8 deciso di non combattere&#8221; Da oggi, la resa dei conti si avvicina. 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