{"id":11456,"date":"2015-01-04T10:25:03","date_gmt":"2015-01-04T10:25:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lonesto.it\/?p=11456"},"modified":"2015-01-04T10:25:03","modified_gmt":"2015-01-04T10:25:03","slug":"lincendio-della-nave-traghetto-nei-presso-di-patrasso-in-grecia-ha-scoperchiato-illegalita-e-business-collegati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lonesto.it\/?p=11456","title":{"rendered":"L&#8217;INCENDIO DELLA NAVE TRAGHETTO NEI PRESSO DI PATRASSO, IN GRECIA, HA SCOPERCHIATO ILLEGALITA&#8217; E BUSINESS COLLEGATI"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/norman-atlantic-675-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-11458 alignleft\" src=\"http:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/norman-atlantic-675-2-300x122.jpg\" alt=\"norman-atlantic-675-2\" width=\"300\" height=\"122\" srcset=\"https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/norman-atlantic-675-2-300x122.jpg 300w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/norman-atlantic-675-2-135x55.jpg 135w, https:\/\/www.lonesto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/norman-atlantic-675-2.jpg 675w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>1. UN\u2019ITALIA ANSIOSA DI SMACCHIARE IL CASO SCHETTINO HA GI\u00c0 COMINCIATO LA BEATIFICAZIONE DI ARGILIO GIACOMAZZI, MA FORSE SERVIREBBE UN MINIMO DI PRUDENZA \u2013<\/strong><\/p>\n<p><strong>2. L\u2019INCIDENTE HA PORTATO ALLA LUCE UN TRAFFICO DI CLANDESTINI DALLA GRECIA CHE SEMBRA ESSERE LA NORMA: UN FLUSSO COSTANTE, AMPIAMENTE TOLLERATO (A QUALE PREZZO?) DALLE COMPAGNIE, EMERSO SOLO GRAZIE ALL\u2019INCENDIO SCOPPIATO NELLA STIVA \u2013<\/strong><\/p>\n<p><strong>3. DA AFGHANISTAN, SIRIA, IRAN E IRAQ SFOLLATI E PERSEGUITATI ARRIVANO A PATRASSO DOPO VIAGGI INCREDIBILI, PER SALIRE SUI TRAGHETTI PER L\u2019ITALIA E NESSUNO CONTROLLA \u2013<\/strong><\/p>\n<p><strong>4. CHE COSA CI FACEVA A BORDO TUTTO QUELL\u2019OLIO? SERVE PER CASO AL MERCATO DELLE CONTRAFFAZIONI? IL COMANDANTE SAPEVA QUANTI E QUALI TIR ERANO PRESENTI SULLA NAVE?<\/strong><\/p>\n<p><strong>5. L\u2019ARMATORE HA PROVATO IN TUTTI I MODI A PORTARE IL RELITTO A VALONA E A FARLO \u201cISPEZIONARE\u201d DAI SUOI UOMINI PRIMA CHE LO FACESSE LA MAGISTRATURA ITALIANA. DI CHE COSA AVEVANO PAURA? HANNO QUALCHE IDEA DI QUELLO CHE SI PU\u00d2 TROVARE NELLA STIVA?<\/strong><\/p>\n<p>Ma quale eroe, ma quale \u201ccomandante coraggio\u201d. Nell\u2019ansia di cancellare la vergogna per Schettino e per la Costa Concordia, da giorni va in scena la beatificazione di Argilio Giacomazzi da La Spezia, comandante della Norman Atlantic. Non ha abbondonato la nave, certo, e non ha causato la tragedia facendo \u201cinchini\u201d o manovre azzardate, ma l\u2019inchiesta della magistratura dovr\u00e0 stabilire come e quando si \u00e8 sviluppato l\u2019incendio nella stiva e al momento gli interrogativi sono tanti. Troppi.<\/p>\n<p>Tra le ipotesi che circolano c\u2019\u00e8 che a prendere fuoco per primo sia stato qualche camion che trasportava olio con il cassone troppo alto: con il rollio si sarebbe surriscaldato il tetto e, da una scintilla, sarebbe divampato con violenza l\u2019incendio. La magistratura stabilir\u00e0 se tutti i carichi di questo tipo erano regolari o meno, ma al momento non \u00e8 un\u2019ipotesi da scartare quella della presenza a bordo di camion clandestini, carichi di olio scadente destinato alle contraffazioni alimentari. Dell\u2019esatto carico del traghetto dovrebbe essere a conoscenza anche il comandante, non solo la compagnia armatrice. E infatti nelle interviste Giacomazzi glissa su questo punto, facendosi scudo con l\u2019inchiesta in corso.<\/p>\n<p>E a proposito di clandestini: dall\u2019olio passiamo agli esseri umani. Il casino sui numeri dei dispersi tra autorit\u00e0 greche e italiane \u00e8 dovuto alla presenza a bordo di un buon numero di passeggeri clandestini: siriani, pachistani e afgani che si sono imbarcati a Patrasso per raggiungere Ancona e poi, di solito, la Germania.<\/p>\n<p>L\u2019incidente porta alla luce un traffico di clandestini che sembra essere la norma: un flusso costante, ampiamente tollerato dalle compagnie e gestito da chiss\u00e0 chi. Anche di questo il capitano non sa nulla. Gente solitamente male in arnese gira sulla sua nave, o dorme nella stiva fra i camion, e lui e i suoi uomini non ne sanno nulla. Tutto regolare, tutto tranquillo finch\u00e9 non ci scappa la tragedia.<\/p>\n<p>C\u2019era \u2013 e c\u2019\u00e8 \u2013 un traffico irregolare di merci e di uomini sulla rotta Patrasso-Ancona che emerge clamorosamente dai primi particolari di questa storia e il comandante \u00e8 all\u2019oscuro di tutto. Lui guida e basta. Intanto, per\u00f2, l\u2019armatore ha provato in tutti i modi a portare il relitto a Valona e a farlo \u201cispezionare\u201d dai suoi uomini prima che lo facesse la magistratura italiana. Di che cosa avevano paura? Hanno qualche idea precisa di quello che si pu\u00f2 trovare in quella stiva?<\/p>\n<p>Come detto, \u00e8 presto per fare processi. Le inchieste sono appena agli inizi, ma il traffico di clandestini \u00e8 evidente e forse non \u00e8 ancora il caso di fare un monumento al prode Giacomazzi.<\/p>\n<p>2. PATRASSO D\u2019INVERNO \u00c8 IL PRODOTTO PERFETTO DELLA SINTESI TRA CRISI ECONOMICA E CONFLITTI MEDIORIENTALI<\/p>\n<p>Marco Mensurati per \u201cla Repubblica\u201d<\/p>\n<p>Una volta dentro si resta subito storditi da un inatteso tripudio di slot machine, addobbi di natale e specchi. A bordo i morti in fondo al mare, quelli bruciati nella stiva, i dispersi e i clandestini, la Norman Altlantic, insomma, col suo carico di domande, sparisce dietro una quinta di lucine e sorrisi tirati a nuovo da chiss\u00e0 quale circolare interna della Compagnia.<\/p>\n<p>Ore 17.30 del 31 dicembre 2014: dal porto di Patrasso parte la SuperfastXII, nave-traghetto della Anek Lines sulla rotta Igoumenitsa-Ancona. La stessa del disastro del 28 dicembre. Ventiquattro ore di Adriatico.<\/p>\n<p>IL PONTE 8 E LE INFERRIATE<\/p>\n<p>Milioni di persone d\u2019estate l\u2019hanno presa. E potrebbero raccontare di questi ponti che scimmiottano Love Boat, di queste moquette troppo elettriche, di questo equipaggio greco un po\u2019 spigoloso ma in fondo simpatico. Quello che non potrebbero raccontare \u00e8 tutto il resto: perch\u00e9 d\u2019inverno il traghetto che collega la Grecia all\u2019Italia cambia la sua natura, smette i panni leggeri dei vacanzieri e indossa quelli lisi di camionisti e viaggiatori professionisti, quelli che si muovono anche a Capodanno, per lavoro o per disperazione.<\/p>\n<p>Basta affacciarsi dal \u201cponte 8\u201d un paio d\u2019ore prima della partenza da Patrasso per essere travolti dalla realt\u00e0. Oltre lo sterminato piazzale del porto e la dogana, c\u2019\u00e8 un\u2019inferriata. Oltre l\u2019inferriata, una fabbrica dismessa: Abex. Tv e giornali, in passato, l\u2019hanno raccontata. \u00c8 proprio di fronte al terminal. Un tempo era il fiore all\u2019occhiello dell\u2019industria tessile greca. Adesso \u00e8 nota come il \u201cvillaggio afgano\u201d.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 Patrasso d\u2019inverno \u00e8 il prodotto perfetto della sintesi tra crisi economica e conflitti mediorientali, la sentina dei due mondi. Da Afghanistan, Siria, Iran e Iraq sfollati e perseguitati arrivano qui dopo viaggi incredibili, occupano i ruderi delle fabbriche intorno al porto in attesa di salire sui traghetti per l\u2019Italia. Le varie etnie si dividono lotti e aree. E agli afgani, i pi\u00f9 numerosi, \u00e8 capitata la Abex, la pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>LA BATTAGLIA DI POPPA<\/p>\n<p>Appena i camion dal piazzale cominciano a entrare nella nave, decine di ragazzi escono dall\u2019Abex e delle altre fabbriche, si dispongono lungo l\u2019inferriata e aspettano il momento giusto per scavalcare. Davanti a loro, un piccolo esercito di guardie private, con motorini e pistole, \u00e8 pronto a respingere i tentativi lungo tutto il fronte che sar\u00e0 lungo un chilometro. La battaglia dura fino alla chiusura del portellone di poppa. Alla fine, in una ventina riescono a passare e a raggiungere gli autotreni.<\/p>\n<p>L\u00ec, quelli che si sono rivolti all\u2019organizzazione criminale che ha in mano la situazione \u2014 polizia, autorit\u00e0 portuale e camionisti \u2014 riescono a imbucarsi dentro qualche container. Gli altri rinunciano o si devono arrangiare \u201cagganciandosi\u201d sotto i camion. Sperando di non essere scoperti.<\/p>\n<p>A ogni tratta, mediamente, una decina di profughi, che i marinai chiamano semplicemente \u00abclandestini\u00bb, riesce ad arrivare dentro la nave. Lo sanno tutti. Lo sa il comandante, lo sanno i camerieri dei ristoranti di bordo, lo sanno i mozzi, lo sanno i camionisti. E nessuno ha niente da ridire. Anzi, fanno anche un po\u2019 il tifo. Lo ripetono esplicitamente ai pochi passeggeri che fanno domande.<\/p>\n<p>\u00abDicono che siano stati loro a innescare l\u2019incendio sulla Norman accedendo un fuoco per scaldarsi. Ma \u00e8 improbabile. Sono clandestini. E si comportano da clandestini. Stanno nascosti fino all\u2019arrivo. Pi\u00f9 probabile che siano stati i camionisti a combinare qualche casino. Loro spesso preferiscono dormire nelle cabine dei loro camion che sulle poltrone o nelle cuccette. E di notte a decine s\u2019intrufolano in qualche modo nei garage, salgono sui loro camion, accendono stufe, generatori, a volte cucinano persino\u00bb.<\/p>\n<p>Sull\u2019innocenza dei clandestini, in mattinata, scommettevano anche gli \u201cabitanti\u201d della Abex. \u00abUna delle cose che sappiamo fare meglio noi afgani \u00e8 scaldarci col fuoco \u2014 raccontava sorridendo un ragazzo che in Afghanistan faceva l\u2019interprete per l\u2019esercito italiano e per questo \u00e8 stato bollato come \u201cspia\u201d dai taliban e da allora \u00e8 in fuga \u2014 Sappiamo accenderlo e controllarlo ma la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 che sappiamo quando non accenderlo\u00bb. L\u2019interprete raccontava che nel pomeriggio avrebbe provato anche lui a salire a bordo nella nave di Capodanno ma \u2014 spiegava \u2014 sarebbe stato un tentativo senza molta speranza.<\/p>\n<p>\u00abDopo il casino che \u00e8 successo sar\u00e0 difficilissimo, i controlli saranno massicci. Se ce la faranno in quattro o cinque, alla fine, sar\u00e0 un miracolo. Ma per fortuna, come tutte le tempeste, anche questa passer\u00e0. I controlli torneranno ad essere normali e prima o poi ce la far\u00f2 anch\u2019io\u00bb.<\/p>\n<p>Dell\u2019insospettabile vita notturna che anima i garage di questi traghetti, popolati di clandestini nascosti e camionisti sonnolenti, negli altri ponti non arriva alcuna eco. Sono due mondi paralleli e distanti quelli che si sono incrociati la notte tragica del 28 dicembre. E da stasera torneranno a esserlo. La stessa circolare che imponeva all\u2019equipaggio i sorrisi di benvenuto, evidentemente, suggeriva anche al comandante l\u2019improvvida iniziativa di festeggiare la mezzanotte del 31 invitando i passeggeri a un party, \u00abuna bicchierata al bar del casin\u00f2\u00bb, sala un po\u2019 kitsch al \u201cponte 7\u201d. Luogo a met\u00e0 tra una sala bingo e una reception d\u2019albergol.<\/p>\n<p>LA TORTA E GLI INCUBI<\/p>\n<p>Il rituale risulta grottesco: conto alla rovescia sincronizzato con il canale di stato greco che si sovrappone agli ultimi aggiornamenti sulla Norman Atlantic trasmessi dalla tv italiana che viaggia con un\u2019ora di fuso orario dall\u2019altra parte della sala. Al momento di stappare \u00e8 tutto uno stringersi di mani e un sorridersi e un abbracciarsi. Una passeggera trova la monetina in simil-oro che il cuoco ha messo nella torta \u201c2015\u201d e vince un premio.<\/p>\n<p>Le immagini del battello che tre giorni fa bruciava proprio da queste parti, il ricordo dei colleghi morti o naufragati e dei passeggeri dispersi sono appena un ricordo confinato in un angolo remoto del presente, cos\u00ec come i garage pieni di ombre, tre piani sotto. Soltanto il mare agitato dalla coda della stessa tempesta del 28 dicembre costringe qualcuno a ripensare di tanto in tanto a quei fatti: \u00abMa non parliamone pi\u00f9, potrebbe capitare a ciascuno di noi in qualunque viaggio. Da quando quelli dell\u2019Anek hanno dimezzato gli organici pu\u00f2 succedere di tutto a ogni viaggio\u00bb, chiude il discorso un cameriere in giacca rossa incaricato dal comandante di portare lo spumante ai tavoli.<\/p>\n<p>I CONTROLLI AD ANCONA<\/p>\n<p>Nemmeno il momento pi\u00f9 delicato della traversata \u2014 il passaggio sul punto della tragedia \u2014 suggerisce pensieri luttuosi. \u00c8 mattina gi\u00e0 da un po\u2019, quando secondo i calcoli dei passeggeri la SuperfastXII dovrebbe incrociare le acque tra l\u2019Albania e la Puglia. I camionisti riemersi dai garage fanno colazione all\u2019aperto e fumano la prima sigaretta del giorno, scaldati da un timido sole. Scrutando l\u2019acqua considerano tra di loro che proprio qui, tre giorni fa, doveva essere l\u2019inferno ma \u2014 si stupiscono \u2014 il mare e il vento si sono portati via tutto, hanno pulito il paesaggio, e la Norman Atlantic adesso \u00e8 da qualche parte, altrove, a finire di bruciare per conto suo.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 sono loro ad essere altrove: per evitare il maltempo ed eventuali altri contrattempi alla Compagnia, il capitano ha deciso di passare il pi\u00f9 vicino possibile alla costa albanese e croata aggirando di una manciata di miglia il punto dove la Norman Atlantic ha preso fuoco. Cos\u00ec alla fine ci vogliono trenta ore di navigazione prima di vedere, a prua, l\u2019Italia. E\u2019 ormai scesa la sera quando la nave entra nel porto di Ancona.<\/p>\n<p>Polizia e Guardia Costiera controllano scrupolosamente tutti i camion. I clandestini scovati vengono riconsegnati al comandante della nave che li riporter\u00e0 a Patrasso. Alla Abex.<\/p>\n<p>Aveva ragione l\u2019interprete afgano quando diceva che era il giorno sbagliato per provare a imbarcarsi. Ma aveva ragione anche quando diceva che presto anche questa tempesta passer\u00e0. E allora tutto torner\u00e0 come prima. <a href=\"http:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-29\/cronache\/un-italia-ansiosa-smacchiare-caso-schettino-ha-gi-cominciato-91645.htm\">FONTE<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>1. UN\u2019ITALIA ANSIOSA DI SMACCHIARE IL CASO SCHETTINO HA GI\u00c0 COMINCIATO LA BEATIFICAZIONE DI ARGILIO GIACOMAZZI, MA FORSE SERVIREBBE UN MINIMO DI PRUDENZA \u2013 2. 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